Le Marche devono rafforzare la connessione col mondo per sostenere la competitività delle imprese, attrarre e trattenere talenti e affrontare le trasformazioni dei nuovi equilibri globali. È il messaggio emerso dall’assemblea di Confindustria Ancona, ieri, che ha dato il via libera al percorso di aggregazione con le territoriali di Fermo e Macerata, ribadendo la necessità di costruire una rappresentanza sempre più ampia, autorevole e capace di fare sistema. Un’operazione strategica, sostenuta dai vertici nazionali, per dare vita entro il 2028 a un’associazione che raccoglie 1.200 imprese e 50mila addetti.
"Il modello delle piccole e medie imprese e della manifattura diffusa delle Marche rappresenta ancora un pilastro fondamentale, che per evolversi necessita di capitali, spinta innovativa e di una più decisa proiezione verso i mercati esteri – ha detto il presidente Diego Mingarelli –. Diventa indispensabile per noi imprenditori fare sistema per gestire la transizione ecologica e digitale, salvaguardando il patrimonio di competenze e il know-how locale".
Al centro del dibattito, all’aeroporto Sanzio, il ruolo delle infrastrutture come leva di sviluppo. In chiusura il dialogo tra Mingarelli e l’assessore regionale Tiziano Consoli, che ha valorizzato il progetto promosso da Confindustria Ancona per la mappatura dei giovani marchigiani che lavorano fuori regione, condividendone la proposta di creare una piattaforma digitale che faccia da ponte tra domanda e offerta del lavoro.






