Ele A – Eleonora Antognini all'anagrafe svizzera – è una persona che va molto al sodo. Non vive di orpelli e appariscenze. E nel rap non è così frequente incontrarne. Forse il freddo svizzero del Canton Ticino dove è nata e cresciuta l'ha forgiata in questa maniera: apparentemente algida, ma solo in superficie. Come visto nella data all'Alcatraz di Milano, a marzo, ha già tutto quello che serve per tenere come si deve palchi estesi. Ha tecnica, conoscenza e capacità di capire fin dove può andare, fin quando può rischiare. Fino a che punto giocare col pop e quando fermarsi e tornare al registro precedente.Le idee sono chiarissime, gli obiettivi ben impressi nella testa e il percorso è quello di una crescita costante. Anche perché, come racconta in questa intervista, la competizione con gli altri non è mai stata il suo forte. È più una sfida con se stessa. L'importante è non forzare i tempi, evitare passi falsi e continuare a costruire un'identità solida. Alla sicurezza nei propri mezzi affianca però un'autocritica rara, che le permette di analizzare con lucidità ogni fase del proprio percorso e di non accontentarsi mai. Ele A è probabilmente la rapper più apprezzata dal tuo rapper preferito. Non solo perché è una delle poche artiste della sua generazione ad aver assimilato il rap con una sensibilità quasi old school, ma perché il talento è evidente e il margine di crescita è ancora enorme.Mersi Sokolov
Ele A è la rapper che mancava da un po', e sicuramente piace anche al tuo rapper preferito
Arriva dalla Svizzera ed è cresciuta tantissimo con l'album Pixel e l'ultimo EP 26. Non teme le collaborazioni pop e riesce a mantenere una credibilità invidiata anche dai rapper della vecchia scuola. Ele A sa che cosa vuole.
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