<p>Si viene accolti in un palazzo settecentesco con decori pompeiani, macaron e champagne.

Poi si accede alle sale del nuovo quartier generale di <strong>Lanvin</strong>, dove <strong>Peter Copping</strong>, alla sua quarta prova maschile, mette in scena un raffinato gioco di rimandi tra passato e presente.

L’ispirazione arriva dal <em>Cadavre exquis</em>, l’esercizio surrealista ideato da <strong>André Breton</strong>, ma anche dal rapporto che <strong>Jeanne </strong><strong>Lanvin </strong>ebbe con alcuni protagonisti di quel movimento artistico. </p> <p>La collezione p-e 2027 procede per accostamenti inattesi, assemblando frammenti di guardaroba maschile in una composizione dall’equilibrio sottile.

Le proporzioni sono rilassate, le linee si allungano, i tessuti scorrono leggeri tra lane impalpabili, sete lavate e cotoni dalla mano vissuta.

La sartoria resta il cuore del racconto, ma perde rigidità e si fa più morbida, più spontanea. </p> <p>Accanto ai completi compaiono parka, sahariane, trench e tute da lavoro, reinterpretati con materiali raffinati e costruzioni accurate. È qui che Copping trova il punto più interessante della ricerca, in quel territorio dove praticità ed eleganza smettono di essere opposti.