La domanda circola da tempo. E turba i sogni di governo del Movimento 5 Stelle e indirettamente quelli del costruendo fronte progressista: cosa vuole fare Alessandro di Battista da grande?

L’ex parlamentare e frontman della prima ondata pentastellata ha fondato l’associazione Schierarsi alla quale hanno aderito diversi grillini di quella stagione come Barbara Lezzi, ministra del sud nel Conte I, e Alessio Villarosa, sottosegretario all’economia nel secondo governo dell’avvocato. L’associazione porta avanti campagne che ricordano lo spirito di quella stagione, si dirama in nodi locali e va strutturandosi in una formula che ricorda molto quella di un partito. Di Battista, attualmente impegnato con monologhi teatrali e ospitate tv, non ha mai risposto esplicitamente a chi chiedeva pubblicamente che intenzioni avesse. Almeno fino all’altro giorno, quando nel corso di una diretta streaming con il collega opinionista Andrea Scanzi ha ammesso di stare valutando l’opportunità di presentarsi alle prossime elezioni politiche.

L’idea di Dibba è che si possano raccogliere consensi nella vasta area dell’astensione, oltre la destra e la sinistra. L’ex deputato dice di avere ottimi rapporti personali con Giuseppe Conte ma di non prender neppure in considerazione la possibilità di stare in una coalizione con il partito democratico che considera il principale nemico ed espressione dell’establishment più della destra. Afferma anche che nessuno dai 5 Stelle, che pure ogni tanto gli lanciano attestati di stima, gli ha mai chiesto di rientrare. Di Battista è fuori dal nel febbraio di cinque anni, fa quando la votazione degli iscritti aveva ratificato come da richiesta di Beppe Grillo l’ingresso nella maggioranza che sosteneva il governo draghi.