Che la festa cominci. Ad agosto il Napoli compie cento anni e Il Mattino celebra l’evento non di una squadra ma di un simbolo - intatto - della nostra città e del nostro amore con il libro “Maradona + 99”, disponibile da oggi nelle edicole al prezzo di 2,80 euro più il costo del quotidiano. Ringraziando il maestro Lello Esposito per l’opera in copertina (un’eruzione azzurra dal Vesuvio rosso: i colori di una eterna passione), dedichiamo il libro ai lettori, i nostri compagni di viaggio, e a tutti coloro che questa centenaria storia l’hanno scritta.

Sarà affascinante sfogliare le pagine costruite con ricordi personali, note di archivio e soprattutto amore per l’azzurro. Si parte da Diego, la stella cometa del Napoli, e si arriva - seguendo l’ordine alfabetico dopo il pezzo sul Capitano scritto dal vicedirettore Vittorio Del Tufo - a Zola, che raccolse l’eredità del Pibe nel 1991. Abbiamo voluto raccontare questi cento anni attraverso i personaggi, celebri e meno celebri. C’è Emilio Reale, uno dei primi dirigenti del football a Napoli, apparso sulla scena ancor prima dell’agosto 1926, mese di fondazione dell’Associazione Calcio Napoli in uno studio notarile in piazza Carità. Fu lui a scegliere il colore azzurro per l’Internaples nel 1922, come ricorda Gigi Di Fiore. E poi la straordinaria storia del fondatore Giorgio Ascarelli, scritta dalla mano sensibile di Giuseppe Crimaldi.I cento anni del Napoli nel libro del Mattino «Maradona +99» in edicola da martedì 30 giugnoNapoli ha riversato la sua passione sull’unica squadra cittadina fin da quei giorni, accompagnandola nelle stagioni più dure, quando le gioie per le vittorie erano rarissime e le amarezze per le sconfitte purtroppo frequenti. Sessantun anni di attesa per il primo scudetto, trentatré dal secondo al terzo. Massimo Corcione racconta i presidenti dei trionfi, Corrado Ferlaino e Aurelio De Laurentiis, l’attuale patron che con due signori della panchina come Luciano Spalletti e Antonio Conte - i cui ritratti sono stati curati da Marco Ciriello e Pino Taormina - ha riaperto un capitolo che sembrava maledettamente chiuso da quando ci aveva salutati Diego. La domenica del 10 maggio ‘87, il giorno del primo tricolore, il futuro capitano campione del mondo Fabio Cannavaro era un tredicenne raccattapalle: è arrivato al Pallone d’oro senza mai dimenticare i sogni di un bambino della Loggetta pazzo per il pallone e il Napoli, come ricorda Antonella Laudisi.Il calcio non è soltanto un campione che fa un gol bello o un allenatore che azzecca la tattica giusta. È anche sentimento ed ecco perché abbiamo dedicato una pagina ad Aniello Califano, l’autore di ‘O surdato ‘nnammurato, l’eterno inno azzurro; a Carlo Iuliano, che inventò a Napoli il mestiere di addetto stampa, e a due uomini dello spogliatoio amatissimi dalla tifoseria: il massaggiatore Salvatore Carmando e il magazziniere Tommaso Starace, figure preziose nello spogliatoio. In tutte queste storie emerge un legame che è andato oltre la durata di un contratto o la festa per un successo. Napoli continua ad essere casa per tutti quelli che hanno indossato la maglia azzurra. Careca, uno dei più grandi calciatori al mondo arrivati nel nostro campionato, fa frequenti viaggi in città e, come ricorda Luigi Roano, c’è sempre un tifoso che gli ricorda quella canzone che scuoteva il San Paolo negli anni d’oro: “Care’ Care’ tira la bomba”. E la bomba esplodeva nella porta della squadra avversaria, regalando felicità ai napoletani che grazie a quei ragazzi si sentirono i più forti d’Italia, anzi d’Europa. Quell’esplosione di gioia, che si è finalmente rivista nello stadio da quasi sei anni dedicato a Diego, è appunto l’eruzione azzurra del maestro Esposito. Non poteva esservi un’immagine più intensa per celebrare il centenario della squadra, l’evento che De Laurentiis vuole prolungare fino al 2027. La scaramanzia gli imporrà di non rivelare mai cosa altro vorrebbe festeggiare tra un anno ma si può intuire dalla scelta di un allenatore di esperienza e decisamente vincente come Allegri (6 scudetti in bacheca, secondo soltanto al mitico Trapattoni) e dal dichiarato obiettivo del presidente di migliorare il percorso della squadra in Champions. Nella primavera 2023 Spalletti la guidò fino ai quarti di finale, vedremo dove riuscirà a spingersi Max, che arrivò a due finali ai tempi della Juventus.