«Alla guida dell’azienda per i prossimi tre anni sono stati riconfermati il presidente, Paolo Romano, e l’amministratore delegato, Armando Quazzo. In consiglio entrano anche Barbara Martina e Roberto Tricarico e la riconfermata Monica Cerutti». È l’ultimo paragrafo del comunicato che segue l’assemblea dei soci di Smat, tenutasi oggi, ed è uno dei più significativi. Governance confermata Fiducia alla catena di comando, riconfermata, in un’azienda impegnata in un settore delicatissimo: la gestione del servizio idrico integrato al servizio di Torino e di altri Comuni. Una nota a margine la merita Romano, 83 anni, una vita in azienda, apprezzato e talora difeso da sindaci che, pur di diverso colore politico, ne apprezzano l’esperienza e il pragmatismo, cioè la capacità di affrontare i problemi. Di prevenirli, anche. Una figura chiave, di quelle che si traducono in una edificazione esistenziale oltre che professionale: la Smat è Romano, e viceversa. L’altra figura di riferimento è Quazzo, apprezzato per la competenza e la serietà. Numeri in positivo Un’azienda sana, e in attivo, che giustifica la fiducia dell’amministrazione. L’Assemblea dei Soci, riunitasi presso il complesso industriale di Castiglione Torinese, ha approvato il bilancio 2025 che chiude con un risultato positivo di 49,9 milioni registrando un netto miglioramento rispetto all’utile del 2024, con un aumento di oltre il 54%. Il totale dei ricavi della capogruppo ammonta a quasi 689 milioni, con un incremento di oltre il 10% rispetto al risultato 2024. Il Margine Operativo Lordo, un indicatore di redditività che evidenzia chiaramente se l'azienda è in grado di generare ricchezza tramite la gestione operativa, risulta di 195 milioni, con una variazione percentuale di oltre il 28 % rispetto all’anno precedente. Anche gli indicatori economici patrimoniali evidenziano valori che confermano la capacità finanziaria dell’Azienda, in particolare il rapporto della Posizione Finanziaria Netta sul Patrimonio Netto pari a 0,46, ben al di sotto del valore 1. Gli investimenti Dagli acquedotti all’Idropolitana, dai nuovi contatori agli interventi di mitigazione del cambiamento climatico. Nel 2025 SMAT ha sviluppato investimenti per oltre 267 milioni, pari a circa 122 euro ad abitante servito: «Il bilancio conferma la solidità economica dell’azienda, la vicinanza ai territori ed una visione strategica attenta al futuro, assicurata anche dal nuovo Piano Industriale i cui obiettivi guideranno l’attività aziendale fino al 2029, con oltre 1.300 milioni di investimenti previsti fino al 2033 per migliorare le infrastrutture di SMAT e far fronte alle sfide del cambiamento climatico e degli inquinanti emergenti». Impatto sul territorio «Con la seconda edizione della Rendicontazione di Sostenibilità, consolidiamo un impegno volto a comprendere e rendere trasparente il ruolo che SMAT svolge per il territorio, le comunità e l'ambiente. Il documento illustra le attività svolte da SMAT che hanno un riflesso sui temi di sostenibilità ed ai conseguenti impatti sul territorio gestito. Il 99,3% del fatturato, l’89,8% delle spese operative e il 96,0% degli investimenti sono risultati allineati ai criteri della Tassonomia Europea e quindi generati o collegati ad attività ecosostenibili», sottolinea l’amministratore delegato Armando Quazzo. Il valore della prevenzione «Dopo i traguardi raggiunti nell'innovazione digitale e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, insieme ad importanti certificazioni sulla qualità del lavoro e sulla sostenibilità ed al continuo impegno sul monitoraggio degli inquinanti emergenti, il 2025 ha confermato che, per un gestore del Servizio Idrico Integrato, non è più sufficiente reagire alle crisi prodotte dai cambiamenti climatici: è necessario prevenire i loro effetti. SMAT sta quindi rafforzando la pianificazione e la propria capacità di anticipazione rispetto ad uno scenario in continua evoluzione”, evidenzia il presidente Romano. La distribuzione ai Comuni soci L’Assemblea dei Sindaci ha infine approvato la proposta del Consiglio di Amministrazione di distribuire ai Comuni Soci il 20% del risultato netto d’esercizio, pari complessivamente a 9,5 milioni di euro, corrispondenti ad un dividendo di €1,95, pari al 3% per ciascuna delle azioni ordinarie.