La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo del presidente Donald Trump di far annullare il verdetto con cui una giuria lo ha ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni della scrittrice Jean Carroll che sarebbe avvenuta in un grande magazzino di New York a metà degli anni Novanta. Secondo quanto riporta Ap, la massima corte ha rifiutato di esaminare il caso con una breve ordinanza non motivata, come avviene di consueto. Non sono stati segnalati dissensi.
Gli avvocati di Trump avevano sostenuto che le accuse alla base del verdetto da 5 milioni di dollari fossero state rafforzate da decisioni probatorie «fortemente infiammatorie», comprese quelle che avevano ammesso la testimonianza di altre due donne che avevano accusato Trump di abusi sessuali decenni fa.
Carroll, a lungo autrice di una rubrica di consigli e in passato conduttrice televisiva di talk show, ha testimoniato in un processo del 2023 che il presidente Usa trasformò un incontro cordiale nella primavera del 1996 in un’aggressione violenta nel camerino di Bergdorf Goodman, un negozio di lusso dall’altra parte della strada rispetto alla Trump Tower, a Manhattan.
Gli Usa secondo Trump: il licenziamento di Lisa Cook dalla Fed è anche una questione razziale










