Genova – Giorno di presentazioni in casa Sampdoria, al Mugnaini si svelano al pubblico il direttore sportivo Americo Branco e il nuovo allenatore Bernardo Corradi. Li presenta il Ceo Sport Fredberg: "Benvenuti a tutti e scusate ma preferisco parlare inglese. Capisco però bene l'italiano, ho fatto un grande lavoro. Grazie molte per essere venuti. È un grande giorno per noi, introduciamo due persone che sono molto felice di annunciare - dice il dirigente danese -. Entreranno loro nel merito, ma è importante sottolineare che con queste scelte non cambiamo il dna della Sampdoria. Ma l'obiettivo rimane quello che ci siamo prefissati, riportare la Sampdoria dove merita, modernizzandola e portando esperienza. Ho deciso di portare qui Americo perché ha un'esperienza internazionale molto importante, ha un grande talento lui stesso e porterà altri talenti nella nostra squadra. E inoltre è più bravo a parlare in italiano di me. Corradi è una scelta ambiziosa, abbiamo avuto tanti colloqui con tanti allenatori, esteri e italiani, e alla fine abbiamo scelto lui. Ha grande fame e voglia di Sampdoria, sa lavorare con i talenti come singoli e metterli all'interno di un team. Non c'è poi bisogno di parlare della sua carriera da calciatore. Ai tifosi voglio dire che so che ne hanno passate molte, e capiamo che supportano il club e non la proprietà. Ma voglio che capiscano che anche noi supportiamo il club e vogliamo andare avanti con ambizione. Lo voglio far capire anche agli sponsor". E ancora: "Ci sono state tante promesse in passato, è vero, ma ora ho imparato molto, so molto di più del club e ora possiamo dare tanto e raggiungere gli obiettivi tutti insieme. So anche che tutti cercano notizie e che ci sono stati tanti rumors, anche non corretti: saremo più efficaci nel comunicare e, dopo il ritiro, apriremo il centro sportivo di Bogliasco una volta alla settimana per poter dare informazioni. Con Corradi cercavamo un profilo: che avesse veramente tanta tanta fame e che potesse mettere la mano sul fuoco sul venire qua. Non ci piace che i tifosi non siano contenti al momento perché rende più difficile il nostro lavoro. Quello che chiedo è un po' di tempo per lavorare. Tutti possono commettere errori ma il nostro obiettivo è arrivare alla serie A in due anni e penso che potremo fare un buon lavoro. Troppi prestiti e pochi acquisti? Domanda giusta. Valuteremo in base ai fondi che abbiamo, prediligeremo il comprare, questo sempre se è nelle nostre possibilità. Viti e Martinelli non sono al nostro livello in questo momento. Ma cercheremo di investire se c'è la possibilità. Il mercato lo farò io o Branco? La risposta facile è che lo farà Branco, ma la verità e che lo farà il team perché lavoriamo tutti insieme". Ha preso poi la parola il mister: "Per me è motivo di grande orgoglio essere qua. Obiettivi, quando viene ad allenare un club storico come la Sampdoria, credo che l'obiettivo sia mostrare il vero dna di questo club. Credo che la cosa migliore da fare in queste situazioni sia ragionare per gradi. Io nel passato ho giocato contro la Samp ed è sempre stato un club con passioni e sentimenti forti, qualcosa di diverso. Non so se negli ultimi anni qualcosa si è assopito, ma noi dovremo far capire a chi viene a giocare qui deve sapere che tutte le partite devono essere impostate per fare il miglior risultato possibile. Alla fine quello che determina sono i risultati. Vincere tutte le partite sicuramente no, ma non potrò permettere che un mio calciatore abbia un approccio sbagliato. Con loro posso condividere un errore tecnico, lo posso accettare, ma non uno di comportamento. Perché rappresentiamo la Sampdoria". E poi: "Sapete che il campionato di B è molto particolare, lungo, c'è bisogno di continuità e comunione di intenti, bisogna credere in una filosofia e nella cultura del lavoro. Poi in due partite fatte bene vai a ridosso dei playoff, due partite fatte male in zona retrocessione. Ci vuole equilibrio, tenere la barra dritta. La scelta credo sia abbastanza chiara, quando ti si avvicina una squadra come la Sampdoria è difficile pensare ad altre situazioni. Il mio percorso di allenatore è come se avessi fatto liceo e università a Coverciano, guardando gli altri, formandomi, avendo difficoltà di preparare una partita in un giorno e mezzo non conoscendo gli avversari e incidendo solo sulla materia prima. Poi sono uscito dal sistema della Federazione e ho fatto un master, con un allenatore fra i più quotati in Italia, ho completato la mia formazione, aiutando il mister, ma ora ho bisogno di una sfida tutta mia. Capisco che scegliere la Samp implichi un carico di responsabilità, di aspettative, ma il mio percorso parla chiaro, mi sono sempre preso le mie responsabilità. Sono molto simile a Genova, perché mi piace parlare poco e fare i fatti. Spero di iniziare il prima possibile perché so che quando inizierà a rotolare il pallone parleremo di altro. Ancora Corradi: "Non ho esperienza ed è un dato di fatto, non mi metto a discutere. Sono un allenatore giovane? Grazie per il giovane ma ho 50 anni, ho una mia esperienza come vissuto e questo mi ha portato a prendermi le mie responsabilità. Ho le spalle abbastanza larghe. Nella vita è sempre questione di prospettiva. Se fossi arrivato qua trovando tifosi non attaccati, desolazione, sarebbe stato molto peggio di un ambiente che ti fa percepire che c'è tanta passione. Penso che quando inizieranno le partite i tifosi ci sosterranno. Poi siamo uomini di calcio, qui con 3 partite perse verrebbe contestato anche Mourinho". Sulla contestata scelta di inserire nello staff l'ex Genoa Mutarelli: "Per mia filosofia quando scelgo un collaboratore guardo parte tecnica e tattica ma anche umana. Una delle prime cose che mi ha detto Massimo prima ancora di fare un colloquio è di lasciarlo a casa se fosse diventato un problema. Poi capisco benissimo che questa città vive di derby, ma ho letto di una bandiera genoana alla Samp, ma io ho giocato contro bandiere vere, Maldini, Totti. Lui ha giocato lì per qualche stagione 20 anni fa, parte della sua esperienza calcistica e poi ne è cominciata un'altra. A me ha dato ampie garanzie, capisco chi non accetta una situazione del genere ma non ho dubbi sullo spessore personale. Non posso incidere su quello che è stato prima". Infine, sotto l'aspetto tecnico tattico: "Una delle skills che ho acquisito è individuare le caratteristiche migliori dei giocatori, per posizionarli nella posizione dove possano rendere di più. La rosa attuale? Forse qualcuno potrebbe tornare, diversi sono andati via, ci sta lavorando il direttore. In queste situazioni bisogna ragionare come costruendo le fondamenta della casa. La squadra dovrà avere ossatura difensiva ma anche produzione offensiva all'altezza. Se una squadra prende 50 gol vuol dire che ne prende più di uno a partita. In alcuni reparti valorizzeremo ragazzi giovani. Sottolineo qualche dato. La nazionale A sta faticando ma le nazionali giovanili stanno facendo benissimo. Parlando di bandiere non ho citato Attilio perché sapevo che la domanda sarebbe arrivata. Quando parlavo di Dna, nessuno meglio di lui potrà aiutarmi a trasmettere quel tipo di valori che hanno contraddistinto i cicli viventi della Sampdoria. Farà parte del nostro progetto. Con tutti i giocatori imposterò un percorso di crescita individuale per poi vederla sul campo. In federazione ho allenato dai 2000 ai 2007, il ventaglio di conoscenza è ampio e sarà oggetto di discussione nei prossimi giorni. Mi piacerebbe che la mia squadra avesse uno spirito giovane. Un giovane senza intensità è come un vecchio senza esperienza. Il calcio è in continua evoluzione, racchiudere in un numero è difficile. In non possesso lo spazio da attaccare lo determina l'avversario. Il mio obiettivo è che i giocatori in campo prendano le decisioni corrette, con il timing giusto. Poi allo stadio spero venga tantissima gente e io quando giocavo qui, allenatore o no, non sentivo, quindi a voglia dare indicazioni. La difesa sarà a 4, potrebbe essere un 4-3-3, ma poi vediamo in base alla partita e allo spazio da attaccare, a superiorità o inferiorità numerica. Cercheremo di avere più armi a vostro favore e dobbiamo avere una squadra che sta bene fisicamente. I risultati positivi sicuramente aiuteranno a lavorare meglio, ma a prescindere dalle difficoltà dobbiamo mantenere lucidità. Arrivare alla prima partita di Coppa Italia o di campionato avendo cambiato tanti giocatori ti può aiutare meno rispetto all'avere già un blocco squadra". È stata poi la volta di Branco: "Perché scegliere la Samp? Ho scelto il progetto di queste persone, tante volte Jesper mi ha parlato di ciò che vuole fare qua, qualcosa di diverso e speriamo che questo diverso diventi qualcosa di buono. Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti, se tu fai le cose con chiarezza la pressione è poca. Se fai il tuo meglio ogni giorno, va bene. Se avessi fatto il giocatore non potevo saltare di testa contro il mister, perché è molto più forte. Quindi devo concentrarmi sulla mia forza. Il nostro Cda ci chiede obiettivi chiari, ma di non fare il passo più lungo della gamba. Bisogna lavorare, parlare poco, sapendo che c'è pressione ma cercando di metterla da parte. La gente qua fa tutto per il bene della Sampdoria. Non ho visto nessuno servirsi della Sampdoria, ma servire la Sampdoria. In questa vita non si sa come ti svegli il giorno dopo, ma è un rischio bello, sfruttiamola questa pressione". Sul tipo di mercato che farà, se sceglierà più stranieri o italiani: "Quando sono stato in Olanda, ho portato molti più olandesi rispetto a prima. Se sono venuto in Italia è perché ho scelto di abbracciare questa cultura. Chiaramente la nostra idea è di portare giocatori che conoscano l'Italia e siano italiani, ma anche esteri se sono di qualità. La qualità sarà sempre il nostro obiettivo. Poi il mister ha conoscenza dei giovani, e quindi porterà a me a migliorare un mercato che non controllo tanto, io aggiungerò con la mia conoscenza di giocatori che secondo me possono fare bene in Serie B. La verità è sempre nel mezzo, sempre nel lavoro e nell'equilibrio, c'è un progetto chiaro e non sceglierò dei giocatori con un algoritmo, questo non è assolutamente vero. Budget? Dico solo che non ho mai visto un sacco di soldi che vincono una partita, ha detto Johan Cruyff. Penso che possiamo avere competitività per fare bene ogni domenica e rendere orgogliosi i tifosi. Non mi lamenterò mai dei soldi e non ne chiederò, con quello che mi danno faremo qualcosa di importante". Sulla rosa attuale e sui rientranti dai prestiti: "Non mi piace arrivare in un club e strappare tutto. Ho parlato anche con Ariaudo e il capo del settore giovanile. Ho sentito le loro opinioni, poi decideremo. È un discorso che deve venire condiviso anche coi due con cui siamo qui per capire chi può entrare e chi dovrà uscire. Ovvio che vogliamo dare rinforzi il più presto possibile al mister, ma dobbiamo rispettare le dinamiche del mercato che in Italia sono velocissime. Fare bene e prendere il miglior giocatore possibile ti aiuta a fare delle plusvalenze. Dobbiamo cercare di dar capacità di fare cassa al club nel futuro, ma questo succederà se la Sampdoria farà bene".
Sampdoria, Corradi e Branco si presentano: “Giocatori italiani sì, ma al primo posto qualità ed equilibrio”
In conferenza anche Fredberg: “Messaggio a tifosi e sponsor. Andiamo avanti con ambizione”









