<p>L’<strong>Asa-Active ad monitoring</strong> dice stop alle false dichiarazioni green.
L’organismo inglese di controllo della pubblicità ha vietato gli annunci a pagamento su <strong>Google </strong>che pubblicizzano scarpe e abbigliamento «riciclati» e «biologici» di <strong>Adidas</strong>, per quanto riguarda le scarpe da corsa, <strong>Calvin Klein</strong>, con top di provenienza responsabile,<strong> </strong>e <strong>Uniqlo</strong>, per cappotti e giacche in pile.
A far scattare il campanello d’allarme è stata l’impossibilità<strong> </strong>di questi marchi di comprovare le affermazioni divulgate, con il rischio di veicolare informazioni scorrette a potenziali consumatori. </p> <p>Dopo che l’Asa ha contestato ciascuna di queste affermazioni, Adidas ha affermato di non gestire una gamma autonoma di calzature riciclate, ma che gli acquirenti avrebbero inteso che la scarpa fosse fatta da materiali derivati da fonti riciclate che variano a seconda del prodotto.
Mentre Calvin Klein ha affermato che i consumatori avrebbero capito che si parlasse solo di alcuni capi della collezione realizzati con materiali sostenibili.
Infine, Uniqlo ha dichiarato che la sua pubblicità lasciasse intendere che le giacche e i cappotti in pile erano realizzati in misura significativa utilizzando materiali riciclati. </p> <p>Il Regno unito, nonostante le giustificazioni dei brand, non permette l’uso della parola «riciclato» a meno che il capo non sia realizzato al 100% da materiali di recupero e afferma che se si pubblicizzano dichiarazioni ambientali, allora queste devono essere supportate.






