Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di «difendere la propria patria» dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l'accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una «pace duratura» tra i due Paesi.
In un comunicato diffuso nella notte tra domenica e lunedì, il movimento filo-iraniano ha ribadito che «quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo».
Il riferimento di Hezbollah verosimilmente riguardava l'Operazione \"Sof Pasuk\" (Fine del capitolo), con cui l'Idf, l'esercito israeliano, domenica ha distrutto l'infrastruttura terroristica sotterranea di Hezbollah nell'area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale.
La struttura, lunga oltre 200 metri e a una profondità di oltre 25 metri, conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio dello Stato di Israele e i suoi cittadini.
Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell'operazione di distruzione dell'infrastruttura.






