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Ha ricevuto ieri sera il Premio “Nations Award” al Teatro Antico di Taormina durante il Gala che ha concluso le intense giornate di “Thinkingreen”, la kermesse organizzata da Michel Curatolo. L’archeologo Zahi Hawass, il più famoso egittologo al mondo, è stato protagonista assoluto, sia per la dotta e appassionante lezione davanti a un folto pubblico sia per le sue affermazioni – che non potevano non suscitare reazioni, favorevoli e contrarie – riguardante il collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria.
«Sarebbe importantissimo realizzare il Ponte sullo Stretto per collegare la Sicilia alla penisola ed evitare ai siciliani di dover prendere navi e aerei, un’opera fondamentale come furono le Piramidi dell’Antico Egitto, volute dal popolo e costruite in 28 anni»: ha scandito le parole Zahi Hawass, nel suo ardito paragone tra «il valore epocale delle Piramidi di Giza, erette senza gli strumenti a disposizione di oggi e divenute meraviglie del mondo», e il progetto del Ponte, «che invece può sfruttare le grandi innovazioni tecnologiche a disposizione».
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