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Si riunirà il 3 luglio il Consiglio superiore dei Lavori pubblici, presieduto dall’ing. Massimo Sessa. Si tratta dell’ultimo passaggio rilevante – dopo il parere acquisito dall’Autorità di regolamentazione dei trasporti – prima della definizione della nuova delibera che dovrà essere approvata dal Cipess e che, poi, si ritroverà davanti lo scoglio della Corte dei conti.
Il Ponte sullo Stretto torna prepotentemente sotto i riflettori, tra le procedure che vanno avanti, un’inchiesta giudiziaria in corso per presunti tentativi di corruzione nei confronti dei giudici contabili, e una selva di dichiarazioni, tra le quali quella che ha fatto più “rumore” in questi ultimi giorni. Ci riferiamo all’intervento del grande egittologo Zahi Hawass che ha paragonato il Ponte di Messina alle Piramidi di Giza come importanza e segno di una «svolta epocale».
Tra i rilievi della Corte dei conti, nel provvedimento di diniego alla registrazione della delibera Cipess dell’agosto 2025, c’era proprio un punto riguardante la mancata acquisizione del parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici (dopo quello pronunciato nell’ormai lontanissimo 1997 sul progetto preliminare). Il Governo e la “Stretto di Messina” si sono attenuti alla prescrizione e ora il Consiglio è stato convocato per esprimere le proprie valutazioni su alcuni aspetti tecnici del progetto definitivo.






