di
Stefania Ulivi
L'attrice premiata ai Nastri d'argento 2026 per «La grazia» di Paolo Sorrentino. «Ho pensato alla coerenza di mio padre Gabriele»
«È il coronamento di un anno di grazia, letteralmente. Un bell’allineamento dei pianeti». Anna Ferzetti commenta con allegria il Nastro d’argento - il premio del Sngci, sindacato nazionale giornalisti cinematografica - come miglior attrice per la sua interpretazione di Dorotea, la figlia giurista del presidente della Repubblica tormentato dai dubbi de La grazia. Uno degli otto premi conquistati l’altra sera al Teatro Argentina dall’opera di Paolo Sorrentino, tra cui miglior film e miglior regia e miglior attore, Toni Servillo. «Pensare che sembrava non si facesse più».
Perché?«Paolo mi aveva cercata, avevo superato diversi provini. Ma poi è rimasto in sospeso e lui ha girato Parthenope. Mi sono detta: è già un bel riconoscimento a quarant’anni, bene così. Il progetto è ripartito ma ho saputo che aveva visto anche altre attrici. Invece mi ha richiamato e mi ha detto: “trova la tua Dorotea”».














