La guerra di sondaggi in vista delle prossime elezioni politiche, tesa come sempre più a condizionare che a prevedere il risultato del voto, è già in pieno corso, specialmente all’interno del centrodestra, e va dunque presa per quello che è. Al centro di tutte le analisi e le speculazioni c’è il dato di Futuro nazionale, il nuovo partito del generale Roberto Vannacci, che alcuni danno al 6 per cento e altri già proiettato verso il 10, che secondo molti ha già superato e in prospettiva rischia di azzerare la Lega, mentre secondo altri non l’ha nemmeno raggiunta. Nel frattempo, a conferma di quanto almeno una parte di queste oscillazioni corrisponda a un’incertezza reale, Giorgia Meloni è già al terzo cambiamento di strategia rispetto al problema rappresentato dai nazionalfuturisti.

Inizialmente la linea di Fratelli d’Italia era infatti ignorare ostentamente il generale, non parlarne affatto, nella convinzione che il fenomeno si sarebbe spento da sé; poche settimane fa, visto che nei sondaggi non sembrava spegnersi affatto, anzi divampava, la svolta radicale, con gli attacchi diretti di Meloni e di tutto il suo partito, compreso il presidente del Senato, Ignazio La Russa (sempre un esempio di senso delle istituzioni); e adesso, siccome nei sondaggi continua a salire, e potrebbe dunque rivelarsi decisivo per vincere le politiche, ecco che dagli attacchi diretti si passa a un atteggiamento più morbido e rispettoso, perché non si sa mai (in realtà si sa benissimo: alle prossime elezioni vedrete che Vannacci sarà fraternamente riaccolto nella coalizione di centrodestra).