la manifestazioneProvinciale chiusa da 441 giorni. Esplode la protesta a Silvi PaeseCommercianti e residenti bloccano la statale 16, il traffico va in tilt. Preoccupa un’estate senza turisti. L’appello alle istituzioni: «Danni incalcolabili, il borgo sta morendo. Basta rimpalli di responsabilità»Domenico ForcellaSILVI Per circa mezz’ora la statale adriatica 16 nord si è trasformata nel simbolo della rabbia di un paese. Centinaia di residenti, commercianti e imprenditori di Silvi Paese hanno bloccato a più riprese il traffico attraversando continuamente le strisce pedonali e scandendo un unico slogan: «Riaprite la strada». È così che ieri mattina, poco dopo le 10, è esplosa la protesta a poca distanza dall’imbocco della provinciale 29 B, interdetta ormai da oltre un anno a causa della frana che ha interessato contrada Vallescura. Una situazione che, secondo i manifestanti, sta soffocando il borgo antico e che, con la stagione turistica ormai iniziata, rischia di assestare il colpo definitivo all’economia locale. Tra gli slogan campeggiano gli striscioni con la scritta “Vergogna”, accompagnati dalle urla dei manifestanti e dalle sirene delle forze dell’ordine intervenute per garantire la sicurezza ed evitare ulteriori tensioni. La protesta riunisce un fronte trasversale: giovani, famiglie, casalinghe, commercianti, ristoratori, operatori turistici e imprenditori. «Non ci interessa la politica, vogliamo solo tornare a vivere», ripetono in molti. «Ogni giorno paghiamo le conseguenze di questa chiusura e se la strada non verrà riaperta prima della stagione estiva molte attività saranno costrette a chiudere». Tra i manifestanti c’è Alessandro Ferretti del settore Banqueting proprietario del Parco Archea dove si organizzano cerimonie: «Questa manifestazione si sarebbe dovuta organizzare pochi mesi dopo la frana. I danni economici subiti dalla nostra storica attività sono incalcolabili. Chi ci ripagherà?». I residenti denunciano anche il peggioramento della qualità della vita. Ettore Giansante, che vive in via San Rocco, oggi unico accesso al borgo dopo la seconda frana di via Santa Lucia, racconta: «La strada è diventata invivibile. Il traffico è continuo, i parcheggi sono spariti e non sappiamo più come affrontare questa situazione». A pagare il prezzo più alto sono anche le attività commerciali. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE OPPURE IN EDICOLA Leggi anche Leggi anche