Pubblicato il: 28/06/2026 – 19:00
REGGIO CALABRIA È una domenica insolita per i corridoi di Palazzo Alvaro, sede istituzionale della Città metropolitana. Mentre fuori la città si è svegliata lentamente nell’afa estiva, dentro l’Ufficio Elettorale è stato operativo fin dalle otto del mattino. Mancano poche ore alla chiusura di oggi — alle venti cala il sipario sulla prima giornata utile rimasta inutilizzata. La finestra, però, resta aperta: domani, lunedì 29 giugno, i delegati delle liste candidate al rinnovo del Consiglio metropolitano potranno ancora depositare le proprie candidature fino alle dodici. Un passaggio cruciale, forse il più delicato di un percorso elettorale che culminerà il 19 luglio 2026. Un’elezione che non somiglia ad alcun’altra. Non ci sono manifesti sui muri della città, non ci sono comizi in piazza, non ci sono gazebo nei quartieri. Il Consiglio metropolitano si elegge con un sistema di secondo grado: votano soltanto i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei novantasette comuni dell’area metropolitana reggina. Un collegio elettorale ristretto, tecnico, istituzionale. Un parlamento di amministratori che elegge altri amministratori.
1.016 elettori, 51 firme per candidarsi






