Dal 14 dicembre 2024, con l’entrata in vigore della riforma del Codice della Strada, è cambiato radicalmente l’impianto sanzionatorio per chi viaggia con un “capitale punti” già assottigliato.
La novità più incisiva è la “sospensione breve”, introdotta dal nuovo articolo 218-ter: non un semplice provvedimento legato alla singola infrazione, ma una misura mirata che tiene conto della condotta recente del conducente.
Il meccanismo è semplice e severo: se, al momento del controllo, il saldo punti registrato in tempo reale nell’Anagrafe nazionale è inferiore a 20 e il guidatore commette una delle infrazioni gravi previste, la patente viene sospesa sul posto. Non rileva la futura decurtazione, ma la “fragilità amministrativa” in cui il conducente già si trova.
I termini sono rigidi. Con un saldo tra 10 e 19 punti, lo stop dura 7 giorni; sotto i 10 punti, si arriva a 15 giorni. In caso di incidente, le durate raddoppiano automaticamente a 14 o 30 giorni. E per “incidente” la norma non intende solo lo scontro con un altro veicolo: basta anche una semplice uscita di strada “in solitaria”, senza danni a terzi, per far scattare l’aggravante.
Altro elemento dirompente è l’esecutività immediata: in deroga alle procedure ordinarie, non occorre attendere il decreto prefettizio. È l’agente accertatore a ritirare il documento nell’immediatezza, con effetti immediati sulla vita quotidiana di chi dipende dall’auto per lavoro o famiglia.







