Un grande schermo in mezzo alla piazza, l'ingresso gratuito e le sedie portate da casa. A Montoggio il cinema all'aperto è molto più di una rassegna estiva: è un atto di resistenza sociale e culturale. In un’epoca in cui le sale storiche delle città chiudono e lo streaming domestico rischia di isolare, questo comune dell’entroterra genovese fa la scelta opposta: riportare le persone in piazza, insieme. E lo fa abbattendo ogni barriera, a partire da quella economica. L’aspetto chiave dell’iniziativa è la sua utilità sociale. In zone dove i trasporti pubblici serali sono inesistenti e per raggiungere il cinema più vicino serve un'ora di auto, la rassegna di Montoggio diventa un servizio pubblico essenziale. È un presidio contro la solitudine culturale, pensato soprattutto per chi non ha i mezzi per spostarsi o per le famiglie che, in un momento economico complesso, non potrebbero permettersi il costo dei biglietti in un multisala.

Qui l’ingresso è gratuito e aperto a tutti.A spiegarlo, meglio di qualunque dato statistico, sono gli occhi di chi in quelle frazioni arroccate ci vive tutto l'anno. “Se non hai la macchina, la sera sei tagliato fuori dal mondo – racconta Franco Garrè, 75 anni – D'inverno, poi, le giornate finiscono presto e la solitudine si fa sentire. Venire qui in piazza a vedere il film non significa solo svagarsi, ma anche ricordarsi che facciamo ancora parte di una comunità”. Ma questo non è un problema che va a colpire solo i più anziani: “da queste parti, non ci sono molte attività da poter fare e si finisce per chiudersi in casa davanti alla tv o sui social media – commenta Nicola, 25 anni – Il cinema, invece, ci permette di ritrovarci tutti insieme nello stesso posto, vedere facce nuove e fare gruppo”.È proprio per abbattere questo muro invisibile che si muovono i volontari locali. Dietro lo schermo, infatti, c'è la scommessa di chi il territorio lo vive e lo anima ogni giorno: “l'idea è nata dalla volontà di far incontrare le persone e vivere il paese in modo diverso – spiega Andrea Lingua, vicepresidente della ProLoco Montoggese – Soprattutto ora che viviamo in un mondo sempre più frammentato e chiuso nelle proprie abitudini”.