«La Liguria rischia di accorgersi troppo tardi del problema». Luca Maestripieri parte da un dato che riguarda i porti ma investe il futuro dell’intera regione: i lavoratori over 50 aumentano, mentre il ricambio generazionale continua a rallentare. Sullo sfondo c’è una Liguria che invecchia, perde giovani e cerca una nuova traiettoria di sviluppo. Per il segretario regionale della Cisl serve confronto vero sui grandi dossier aperti, dalla sanità all’industria, senza rinunciare a quella vocazione produttiva che ha fatto la storia del territorio. Il tema è emerso con forza anche durante l’iniziativa della Cisl sul lavoro usurante nei porti: il ricambio generazionale continua a rallentare. Stiamo sottovalutando il problema? «Sì, e credo che questo sia uno degli aspetti più delicati per il futuro della Liguria. I numeri parlano chiaro: la popolazione invecchia, le nascite diminuiscono e molti giovani continuano a cercare altrove opportunità professionali che qui faticano a trovare. Nei porti, come in altri settori strategici, cresce la presenza dei lavoratori più anziani e questo impone una riflessione seria. Il ricambio generazionale non si realizza da solo. Servono formazione, orientamento, politiche attive e una maggiore capacità di rendere attrattivi alcuni lavori che restano fondamentali per l’economia regionale. Se non affrontiamo oggi questa sfida rischiamo di pagarne le conseguenze domani». CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO
Maestripieri (Cisl): “Lavoro, età media sempre più alta. In Liguria rischiamo l’emergenza”
Il segretario regionale della Cisl: "Agire adesso per evitare gravi conseguenze. L’industria? Pilastro irrinunciabile"
Maestripieri (Cisl) evidenzia: nei porti e settori strategici liguri l'età media cresce, ricambio generazionale cala, giovani emigrano. Senza politiche di formazione e talent attraction, la Liguria rischia carenza competenze e stagnazione dell'economia regionale.






