Nascondere le lacrime sarebbe stata una mancanza di rispetto anzitutto per se stesso. Con la solita timidezza, Francesco Puppi prova a trattenerle dietro gli occhiali a ridosso dell’arrivo della Western States 2026. Ma è giusto che sgorghino. Non potrebbe essere altrimenti. Tredici ore, cinquantuno minuti, otto secondi all’esordio assoluto sui 100 miglia (circa 161 km). Per di più nella gara regina dell’ultrarunning, dove si piazza secondo a 4’ di distanza da Vincent Bouillard. Nata nel 1955 quasi per scherzo, quando cinque cavalieri volevano dimostrare che fosse possibile percorrere una simile distanza a cavallo in un solo giorno, è diventata il punto di riferimento per gli atleti di ultrarunning. Un percorso che si estende per le montagne californiane della Sierra Nevada, dalla Squaw Valley fino ad Auburn, fuori Sacramento. Oltre 5mila metri di dislivello positivo, sotto un sole cocente che in certe tratti picchia oltre i 40°. C’è stato un momento piuttosto lungo, durato svariati chilometri tra il 65 e l’85, in cui Puppi era davanti a tutti e sembrava poter riscrivere una storia ancor più importante. Conta il giusto. Con un tempo del genere, infrange il muro delle 14 ore e segna il record della competizione più ambita.
Francesco Puppi nell'Olimpo dell'ultrarunning: 2° posto alla Western States 2026
L'atleta italiano, all'esordio sui 100 miglia (circa 161 km), chiude in 13 ore, 51 minuti e 8 secondi. Abbatte il record del percorso della gara p…













