Il 28 giugno 1926 Daimler e Benz diedero vita a Mercedes-Benz. Ma dietro il marchio che avrebbe incarnato il lusso automobilistico europeo ci furono prima Bertha Benz e la piccola Mercédès JellinekIl 28 giugno 1926 Daimler e Benz diedero vita a Mercedes-Benz. Ma dietro il marchio che avrebbe incarnato il lusso automobilistico europeo ci furono prima Bertha Benz e la piccola Mercédès JellinekPer oltre un secolo l'automobile è stata raccontata come uno dei simboli più compiuti della modernità al maschile. Potenza, velocità, tecnica, competizione: un immaginario costruito quasi esclusivamente attorno a figure declinate al maschile. Eppure, è una delle piccole ironie della storia che uno dei marchi automobilistici più celebri al mondo debba la propria esistenza, almeno in parte, a due donne.Mercédès Jellinek: la bambina che diede il nome a un mito Mercédès Jellinek non progettò motori, non fondò aziende e non partecipò alle competizioni ma il suo nome è probabilmente uno dei più conosciuti nella storia dell'automobile. Quando nacque a Vienna, il 16 settembre 1889, nessuno avrebbe potuto immaginare che il nome di quella bambina sarebbe diventato uno dei marchi più celebri dell'industria automobilistica mondiale. Mercédès Jellinek era infatti la figlia dell'imprenditore e diplomatico austro-ungarico Emil Jellinek, uno dei più importanti clienti e sostenitori della Daimler-Motoren-Gesellschaft agli albori dell'automobile.Appassionato di velocità e convinto sostenitore delle vetture Daimler, Emil Jellinek intratteneva rapporti stretti con l'azienda tedesca e ne promuoveva i modelli in tutta Europa. Alla fine del 1900 commissionò all’azienda una nuova generazione di automobili più potenti e moderne, chiedendo che fossero commercializzate con il nome della figlia. La scelta si rivelò eccezionale, al punto che il 23 giugno 1902 Mercedes venne registrato ufficialmente come marchio. L'anno successivo Jellinek compì un gesto insolito persino per l'epoca: ottenne il diritto di aggiungere Mercedes al proprio cognome, diventando Emil Jellinek-Mercedes. "Probabilmente è la prima volta che un padre prende il nome dalla propria figlia", osservò con una punta di ironia. Ma il destino aveva in piano un paradosso ancora più grande: la donna da cui prese il nome uno dei più famosi marchi di automobili al mondo, non ne guidò mai una né volle possederne un modello. Mercedes Jellinek si dedicò al canto e alla musica, le sue grandi passioni, conducendo una vita appartata e borghese. Morì per un cancro alle ossa nel 1929.La signora Bertha Benz: un marito depresso e il primo viaggio in macchina della StoriaSe Mercédès diede il nome al marchio di suo padre, la signora Bertha Benz contribuì in modo ancora più decisivo alla storia dell’automobile. Quando suo marito, l’imprenditore Karl Benz, sviluppò la prima automobile dotata di motore a combustione interna, l'invenzione suscitava più curiosità che entusiasmo. Le perplessità del mercato erano così diffuse che Benz arrivò ad ammalarsi di depressione per il fallimento imminente. Come spesso accade, molti contemporanei la consideravano una bizzarria tecnologica del tutto inutile e per alcuni erano sicuramente più affidabili cavalli e carrozze. Bertha Benz, non si abbandonò alla disperazione e comprese immediatamente le potenzialità del progetto, al punto da investirci molto del suo denaro personale. Così, nell’agosto 1888, decisa a risollevare il morale del marito e le prospettive finanziarie della famiglia, la signora Benz rubò di nascosto la “patente” di Karl (all'epoca era solo un foglietto firmato dal Granduca di Baden). Senza avvisare suo marito, salì a bordo della Benz Patent-Motorwagen n. 3 insieme ai suoi due figli e accese il motore. Direzione? Pforzheim. Oltre cento chilometri più a sud di Mannheim. Fu il primo viaggio a lunga distanza mai realizzato con un veicolo a motore. Le strade erano sterrate e nessuno sapeva davvero se quel veicolo fosse in grado di affrontare una simile distanza. Durante il viaggio Bertha dovette improvvisare riparazioni, liberare condotti ostruiti e procurarsi carburante in una farmacia lungo il percorso trasformando un semplice spostamento in un’efficace campagna pubblicitaria. Arrivata a Pforzheim, la signora Benz mandò un telegramma la marito per avvisarlo di ciò che aveva appena fatto. Bertha aveva già compreso che nessuna invenzione può avere successo se non riesce a conquistare la fiducia delle persone. 28 giugno 1926: nasce Mercedes-BenzQuando nel 1926 Benz & Cie. e Daimler-Motoren-Gesellschaft decisero di fondersi, il settore automobilistico stava attraversando una fase di profonde trasformazioni. La Prima guerra mondiale aveva modificato gli equilibri economici europei e le due aziende tedesche, già impegnate da anni in forme di collaborazione, compresero che unire le forze era la scelta più razionale. Nacque così Mercedes-Benz.Il nuovo marchio conservò il nome Mercedes, ormai noto sui mercati internazionali, e lo affiancò al cognome di Karl Benz, riconosciuto universalmente come uno dei padri dell'automobile. Anche il logo raccontava questa unione: la celebre stella a tre punte della Daimler venne circondata dalla corona d'alloro che apparteneva alla tradizione Benz. Fu l'inizio di una delle storie industriali più fortunate del Novecento. Ma dietro quel marchio destinato a diventare simbolo di lusso, eleganza e innovazione sopravvive ancora una curiosa coincidenza storica: alle sue origini troviamo una bambina che gli prestò il nome e una donna che contribuì a dimostrare al mondo che l'automobile aveva davvero un futuro.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp