Il concerto evento del Dj producer con 55mila persone, sul palco con lui anche Jovanotti Salmo, Shibui e Alessia Labate
Il sole sopra lo stadio Meazza picchia ancora. L'orologio segna le 20 in punto e l'aria sfiora ancora i 40 gradi. Ma il caldo non sembra fermare nessuno. Soprattutto lui. Al ritmo dei primi bpm, Gabry Ponte sale sul palco di San Siro pronto a riscrivere la storia: è il primo DJ a riempire per due volte uno stadio. E non uno stadio qualsiasi. San Siro è il tempio della musica, la Scala del calcio che ogni estate ospita i più grandi nomi del pop, del rock e del rap. Poi ieri è arrivato lui, Dj e producer, con il suo mixer e un unico obiettivo in testa: far ballare tutti. E Gabry Ponte, ancora una volta, ci è riuscito.
Le persone erano 55mila, tra Millennials, Gen Z e Alpha. Tutte riunite in uno stadio, trasformato per tre ore in una vera e propria discoteca a cielo aperto. La serata è lunga. La scaletta pure, degna di un artista che ha posto le basi della musica dance in Italia, diventando un punto di riferimento nel mondo. Ci sono i brani che hanno segnato intere generazioni: 'Geordie', 'La danza delle streghe', 'Vivi nell'aria' e, immancabile, 'Blue (Da Ba Dee)', il successo del 1998 che ha lanciato gli Eiffel 65. Proprio la band raggiunge Gabry Ponte sul palco in uno dei momenti più amarcord della serata. "Se sono qui è anche grazie a loro", dice il DJ, non dimenticando le sue origini.









