<p>Al Cercle National des Armées, tra chandelier d’epoca e memorabilia militari, <strong>Hed Mayner</strong> porta in passerella una collezione che lavora per sottrazione.

Lo stilista israeliano affina il suo vocabolario fatto di volumi ampi e costruzioni scultoree, alleggerendo la silhouette senza rinunciare alla sua identità. </p> <p>La sartoria si muove con naturalezza: giacche doppiopetto dalle spalle marcate vengono chiuse con un solo bottone, mentre blouson in cotone tecnico scivolano all’indietro lasciando penzolare i cordini.

I pantaloni ampi sfiorano il pavimento e accompagnano un’idea di eleganza spontanea e urbana. </p> <p>La forza della collezione emerge soprattutto nei materiali.

Pelle vegana opaca, superfici effetto vernice craquelé, juta morbida, cotoni gessati e lini plissé si incontrano creando contrasti tattili continui.

Le pieghe diventano elemento narrativo: restano impresse nei tessuti, deformano le camicie stropicciate e generano sovrapposizioni fantasmatiche, come se un capo portasse con sé la memoria di un altro. </p> <p>La palette oscilla tra giallo pallido, borgogna, ruggine, avena e sfumature di cielo.