Pensioni. Il cedolino di luglio non porta solo buone nuove. Se da un lato circa 3 milioni di pensionati riceveranno un assegno ingrossato dal pagamento della tredicesima, dall'altro per molti è in arrivo un alert che li costringerà a mettersi in regola con l'Inps.Pensioni, la scadenza del 15 settembre

Un nuovo avviso dell'ente previdenziale interessa infatti coloro che ricevono prestazioni collegate al reddito e che non hanno comunicato all’Inps stessa o all’Agenzia delle Entrate le informazioni reddituali relative all’anno 2022. La segnalazione comparirà sul cedolino della pensione di luglio e riguarda i beneficiari che non hanno completato gli adempimenti richiesti per la verifica del diritto alle prestazioni.Il messaggio dell’Inps è chiaro: la mancata dichiarazione dei redditi 2022 può comportare la revoca delle somme aggiuntive riconosciute sulla pensione. Tuttavia, l’Istituto offre la possibilità di regolarizzare la propria posizione presentando una domanda di ricostituzione per sospensione entro il 15 settembre 2026.Perché arriva la comunicazione Quando l’Inps non dispone dei dati reddituali necessari, non può verificare se il pensionato continui ad avere diritto al beneficio. La mancata comunicazione dei redditi relativi al 2022 può quindi portare alla sospensione o alla revoca delle prestazioni collegate alla pensione.Sul cedolino di luglio gli interessati troveranno il seguente avviso: «Gentile pensionato, le ricordiamo che la mancata dichiarazione dei redditi 2022 comporta la revoca delle prestazioni collegate al reddito in pagamento sulla pensione. Può evitare la revoca presentando, entro il 15 settembre 2026, una domanda di ricostituzione per sospensione. Se ha già presentato la domanda non tenga conto di questa comunicazione».Come evitare la revoca Per mantenere il diritto alle prestazioni, il pensionato deve regolarizzare la propria posizione entro la scadenza indicata. La soluzione prevista è la presentazione di una domanda di ricostituzione per sospensione, attraverso la quale l’Inps potrà acquisire i dati mancanti e procedere alle verifiche.Per mantenere il diritto a queste prestazioni, è infatti obbligatorio dichiarare annualmente i propri redditi all'Istituto. Questo avviene tramite la campagna Red (o RedEst per chi risiede all'estero). I redditi da comunicare includono non solo quelli da pensione o lavoro, ma anche eventuali redditi da fabbricati e terreniLa richiesta può essere presentata: tramite il portale dell’nps utilizzando le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS), rivolgendosi a un patronato (che può assistere gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda) o attraverso gli altri canali messi a disposizione dall’Istituto.Chi ha già inviato la domanda di ricostituzione non deve ripetere la procedura e può ignorare l’avviso presente sul cedolino. Il consiglio per i pensionati coinvolti è quindi di verificare subito la propria posizione e di non attendere la scadenza del 15 settembre 2026, così da evitare possibili interruzioni nei pagamenti delle prestazioni collegate al reddito.Quali sono le prestazioni collegate al reddito Le prestazioni collegate al reddito sono un insieme di trattamenti, integrazioni e maggiorazioni il cui diritto (o il cui importo) dipende dai redditi del pensionato e, in alcuni casi, del coniuge o del nucleo familiare. L’INPS effettua queste verifiche attraverso le informazioni fiscali e, quando mancano dati necessari, può chiedere la comunicazione reddituale (ad esempio tramite modello RED o altre procedure).L’elenco completo delle principali prestazioni collegate al reddito per i pensionati comprende: Integrazione al trattamento minimo. È la prestazione che consente di aumentare una pensione di importo molto basso fino alla soglia stabilita dalla legge, se il pensionato possiede determinati requisiti reddituali. Maggiorazioni sociali sulle pensioni. Sono aumenti riconosciuti ai pensionati con redditi bassi per incrementare l’importo della pensione. Comprendono diverse forme di maggiorazione previste dalla normativa, tra cui quelle rivolte ai pensionati anziani e in condizioni economiche particolari. Incremento al milione. È una maggiorazione sociale destinata, in presenza di specifici requisiti, ai pensionati con redditi molto bassi (storicamente collegata all’aumento delle pensioni fino a una determinata soglia). Quattordicesima. È una somma aggiuntiva erogata ai pensionati che rispettano determinati requisiti di età, anzianità contributiva e reddito. Non spetta a tutti i pensionati, ma solo a chi rientra nei limiti previsti. Assegno sociale. È una prestazione assistenziale destinata alle persone che hanno raggiunto una certa età e si trovano in condizioni economiche previste dalla legge. Il diritto dipende dal reddito personale e, in alcuni casi, coniugale. Pensione sociale. È il trattamento che ha preceduto l’assegno sociale e che continua a essere corrisposto ai beneficiari aventi diritto. È legata a requisiti reddituali. Prestazioni per invalidità civile collegate al reddito. Comprendono alcune prestazioni assistenziali per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti che prevedono limiti di reddito per il riconoscimento o per la misura dell’importo. Tra queste rientrano, a seconda dei casi: assegno mensile agli invalidi civili parziali;pensione di inabilità civile; pensione per ciechi civili; indennità e trattamenti economici con requisiti reddituali. Bonus 154,94 euro. È una somma aggiuntiva riconosciuta a determinate pensioni di importo basso quando sono rispettati i requisiti reddituali previsti. Assegni familiari e maggiorazioni collegate alla pensione. In alcune situazioni possono essere presenti prestazioni familiari o quote aggiuntive legate alla situazione economica del pensionato.