Venticinque anni di Gorillaz. Venticinque anni di sperimentazione. Venticinque anni di un progetto con un’identità che continua a rinnovarsi. E Damon Albarn, che non delude mai: a La Prima Estate arrivano i Gorillaz, progetto ideato dal cantautore britannico che, nel tempo, ha saputo creare musica innovativa senza ripetersi. Con l’ensemble guidato da Alban anche Kara Jackson, Pauline Black, Michelle Ndegwa, Yasiin Bey e Bootie Brown. Il concerto? “One for the books”. Il racconto dell’inviata
Rinnovarsi senza mai ripetersi. Sperimentando, curiosando e unendo culture musicali differenti. Provando a tutti che le diversità, insieme, possono portare a qualcosa di importante e di valore. I Gorillaz sono i protagonisti del secondo sabato de La Prima Estate, una delle serate più attese e interessanti dell’edizione 2026.
La storia dei Gorillaz in novanta minuti di concerto
Damon Albarn arriva sul palco incuriosito e un po’ guardingo: si guarda attorno, saluta i musicisti e le tantissime persone arrivate per ascoltare il concerto dei suoi Gorillaz. E dice più volte Ciao Lucca, salvo poi correggersi qualche brano dopo. Lucca è una città che, nel cuore del cantautore inglese, ha un valore forte: lì ha suonato in più occasioni, e gli piace moltissimo. Nel frattempo, si sentono le prime note prima di The Mountain e poi di The Happy Dictator, brani tratti dall’omonimo album uscito il 27 febbraio di quest’anno, che Albarn interpreta perfettamente, spostandosi su e giù dal palco, e avvicinandosi alle migliaia di persone in festa per lui.








