Ricercatrice e bioinformatica, appassionata di scienza e di tutto ciò che accende curiosità. Mi piace scoprire le connessioni tra ricerca e vita quotidiana, e …
Inizia l’estate e con lei cominciano anche i tormentoni estivi (basti pensare alle playlist di Spotify), ma a darci il tormento in questi giorni è solo una cosa, il caldo. Un’afa che ci lascia senza energie, al pari di una pila scarica. Le notti estive si tramutano in gare di ingegno: «quante e quali finestre devo tenere aperte per far sì che circoli aria?», «accendo il condizionatore a costo di sopportare la cervicale il giorno seguente?». Ma soprattutto – dal punto di vista scientifico - perché il termometro non scende mai sotto i 20 °C nemmeno a mezzanotte? Pare un incubo, ma è solo un anticiclone subtropicale a tenerci svegli: il caldo resta intrappolato nelle case anche dopo il tramonto, l’aria appare immobile e il fresco della sera non arriva mai. In ambito scientifico, si parla di notte tropicale quando la temperatura tra sera e mattina non scende mai sotto i 20 °C. Una delle cause del fenomeno è attribuibile alla difficoltà delle città a disperdere il calore accumulato durante il giorno: asfalto ed edifici lo assorbono e lo rilasciano lentamente durante la notte, soprattutto in presenza di aria molto umida, ostacolando il naturale abbassamento termico necessario al riposo. Durante le ondate di calore, quindi, il raffreddamento notturno si riduce sempre di più e, dopo il tramonto, le temperature restano elevate. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore per la protezione e l’ambiente (Ispra) nel 2024 si è registrato un aumento di 25,2 notti tropicali rispetto alla media del periodo che va dal 1991 al 2020. Non è solo una questione di comfort: temperature minime così alte incidono sulla salute e sulla vita quotidiana. Il sonno diventa meno profondo e più disturbato, aumenta il rischio di disidratazione e di colpi di calore, e cresce anche il consumo energetico per l’uso prolungato di ventilatori e condizionatori. L’Italia, insieme a buona parte dell’Europa occidentale, sta vivendo una intensa ondata di calore legata alla presenza di un anticiclone subtropicale, che sta portando temperature fino a 10–12 °C in più rispetto ai valori medi stagionali, con punte che in diverse aree (tra cui la Pianura Padana) che raggiungono i 40 °C e il susseguirsi di notti tropicali. Dal punto di vista meteorologico, la risalita dell’anticiclone subtropicale è favorita dal riscaldamento globale e da particolari dinamiche atmosferiche atlantiche. Per descriverne l’intensità si considerano come variabili la temperatura del suolo, influenzata da fattori locali come edifici e rilievi, ma soprattutto la quota di altitudine di circa 1500 metri, dove emerge con chiarezza la concentrazione di massa d’aria calda che sta investendo il continente.









