In un saggio di Giovanni Semi, il tema dell’“estetizzazione globale”. Propone modelli di vita luccicanti e inarrivabili che generano frustrazione e ignorano i più svantaggiati

di

Serena Dandini

Una collina a mezz’ora da Tel Aviv è diventata un luogo di turismo piuttosto affollato nei weekend. C’è il baracchino che vende le bibite e i bambini giocano sul prato mentre da un cannocchiale per meno di un euro si possono ammirare le rovine della striscia di Gaza, ma c’è chi porta il binocolo da casa per guardare meglio le macerie che però ancora ospitano gente affamata e allo stremo, sopravvissuta al genocidio.

Quello che conta è la visione futura come spiega una guida, lì presto sorgerà una magnifica Riviera per ricchi come ci aveva già mostrato Trump in uno dei suoi post deliranti. “È il capitalismo, bellezza!” che non guarda in faccia alle ingiustizie e alle disuguaglianze ma confeziona sogni di benessere per i suoi seguaci creando ambizioni insostenibili per i più.