Una volta tutti collezionavano le figurine dei calciatori, oggi “vincono” le carte Pokemon. Ma i veri vincitori sono i fortunati che si ritrovano tra le mani esemplari valutati anche migliaia di euro: edizioni rare o speciali che sono diventate il tesoro dei collezionisti ma anche dei ladri, come dimostra la cassaforte sventrata a Roma l’altro giorno per portare via 200mila euro di “mostriciattoli”. O la spaccata nel negozio torinese di Cicciogamer89 e il furto dello zaino di un commerciante di Rivoli, che aveva appena comprato 20mila euro di carte al Lucca Comics: «Valgono più di una valigetta di soldi», sorridono Mariam Sandrone e Demy Livadariu, commesse del Nerd’s paradise shop di via Garibaldi. Solo uno dei tanti negozi che vendono le confezioni tra Torino e provincia, aperti sulla scia di un fenomeno diventato una miniera d’oro: «Noi siamo stati tra i primi, 14 anni fa, ma oggi ce sono almeno sessanta», stima Federico Faenza, uno dei titolari del Jolly Joker di corso San Martino.
In pratica i ladri sono solo gli ultimi a essersi accorti delle potenzialità di un marchio arrivato a generare ricavi per oltre 12 miliardi all’anno. Basti pensare che lo youtuber statunitense Logan Paul, nel 2021, ha investito 5,3 milioni di dollari per un esemplare del 1998 (una sorta di “Sacro Graal” per gli appassionati). Ed è ovvio che, con valori di questo tipo, le carte facciano gola a tutti. Tanto che i corrieri rifiutano di trasportarli perché troppo costosi per essere coperti dalle loro assicurazioni: «Per molti è un mondo sconosciuto ma negli ultimi anni si è sviluppato un mercato pazzesco», riflettono Livadariu e Sandrone, appassionate come e più dei loro clienti, tanto da tatuarsi il Pokemon preferito e tenerne la carta nella custodia del cellulare. E da conoscere ogni dettaglio di questo fenomeno planetario e miliardario: «Certe carte sono investimenti come le criptovalute: la prima edizione di Charizard adesso arriva a 150mila euro». Ma è solo un esempio: «Di recente hanno fermato una donna che andava in Svizzera con una valigetta piena di carte da mettere in un caveau – sorride Faenza –. Non mi stupisce, era già successo con le carte Magic: lì c’è il Black Lotus, che non viene ristampato da 35 anni e può valere milioni».










