A livello globale si moltiplicano furti e rapine che hanno come bersaglio le carte collezionabili: colpi da decine di migliaia di dollari, e addirittura episodi di riciclaggio di denaro attraverso la compravendita di card. Ecco perché i mostriciattoli giapponesi più amati al mondo sono diventati più preziosi dell'oro

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Non sono più soltanto oggetti da collezione né un ritorno nostalgico degli anni Duemila. Le carte Pokémon sono diventate un mercato globale ad alta liquidità, con prezzi che possono arrivare a cifre a sei zeri e una circolazione internazionale che le rende facili da comprare, vendere e soprattutto spostare. Ed è proprio questa combinazione a trasformarle in un nuovo bersaglio per furti, rapine e operazioni di riciclaggio. Il fenomeno non è più episodico: negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in diverse aree d’Europa si sta consolidando una dinamica criminale che ha come obiettivo Pikachu.

Obiettivo Pikachu: gli assalti ai negozi negli Usa

Il primo livello del fenomeno è quello più visibile: i furti nei negozi specializzati. In diverse città degli Stati Uniti, soprattutto in California, si sono moltiplicati episodi in cui gruppi di ladri fanno irruzione negli store dedicati agli appassionati di trading card game, svuotando vetrine e scaffali in pochi minuti. A Los Angeles, il 17 maggio, un negozio di carte collezionabili nella zona di Sawtelle è stato preso d’assalto da tre uomini mascherati. Il bottino: 300mila dollari in carte Pokémon. Stesso copione a Brentwood (carte Pokémon per 15mila dollari sparite in soli 39 secondi), ad Anaheim (bottino 180mila dollari), a Everett (fra i 30 e i 40mila dollari), a New York (100.000 dollari), a Tempe (7mila).