HomeFirenzeCronaca28 giugno, a 100 anni dalla nascita di Miles Davis il mito rivive a FiesoleStasera il live del celebre disco della leggenda del jazz 'Sketches of Spain' ripensato dal trombettista Michael Leonhart e coreografato dal danzatore spagnolo Israél Galvanfoto Rita AntonioliRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFirenze, 28 giugno 2026 – Miles Davis, a 100 anni dalla nascita, è ritenuto ancora oggi un centro di gravità da cui continuano a generarsi traiettorie musicali capaci di orientare l'ascolto e l'immaginazione musicale. Il centenario della nascita, il 26 maggio di quest'anno, offre lo spunto per celebrare l'opera di uno dei geni innovatori della musica del '900. La sua potenza creativa e la sua capacità di anticipare il futuro ne fanno una figura che ha travalicato i confini del jazz e che già in vita conviveva con il suo mito.

Sono davvero pochi gli artisti che nel corso della loro carriera sono riusciti a cambiare più volte le regole del loro ambito espressivo aprendo nuove possibilità creative come ha fatto lui. La sua parabola artistica coincide in parte con l'evoluzione stessa del jazz: la sua vera palestra, da giovanissimo sono stati i locali della 52ma strada di New York, i templi del Be Bop. L'esperienza nel quintetto di Charlie Parker gli ha permesso anche di sperimentare cosa voglia dire la vita del musicista in studio di registrazione e in tournée. Già nel 1948, cioè a 22 anni, Miles Davis ha organizzato la prima "rivoluzione". 'Birth of the Cool' è il primo fondamentale atto della sua collaborazione con Gil Evans, il raffinatissimo e geniale compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra, che diventerà una sorta di spirito guida della carriera di Davis. Sfortunatamente gli anni immediatamente successivi portano nella sua vita la più scomoda dei partner: l'eroina. L'occasione di uscirne presto e di vivere un'esperienza da romanzo gli viene offerta da una tournée che lo porta a Parigi dove, al contrario di quanto avveniva negli Usa, viene accolto come un divo e vive una storia d'amore con Juliette Greco. Gli anni '50 sono decisivi: sono il periodo del primo grande quintetto, quello con John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones che segna uno dei momenti fondamentali dell'hard bop, ma anche delle meraviglie orchestrali incise con Gil Evans come "Porgy and Bess" e che culmina nel 1959 nell'incisione di "Kind of Blue", l'album chiave del jazz moderno, nuova fondamentale rivoluzione firmata da Miles. Dopo lo scioglimento del quintetto e la dolorosa separazione da Coltrane, Miles attraversa un periodo vorticoso di cambiamenti e registrazioni che lo portano a mettere in piedi il secondo grande quintetto, destinato a cambiare di nuovo le regole del gioco musicale: quello con tre formidabili giovani talenti, Wayne Shorter, Herbie Hancock e Ron Carter e un adolescente prodigio, Tony Williams. Questa è la band che porta nel futuro il jazz modale.