Nel giorno in cui i sondaggi registrano il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega (6% contro il 5,6% nell’ultima rilevazione di Ipsos Doxa di Nando Pagnoncelli), Roberto Vannacci sfida Luca Zaia: «Mi piacerebbe organizzare presto a Treviso un confronto pubblico tra me e Zaia su due idee diverse di destra, perché l'idea di Zaia di destra è molto diversa dalla mia. Vediamo se accetterà, io non mi sono mai tirato indietro di fronte a nessun confronto civile». Il leader di Futuro Nazionale annuncia anche che il suo nuovo partito «con grande probabilità» sarà presente il prossimo anno alle elezioni comunali di Verona e di Padova «con proprie liste e propri candidati». In coalizione con il centrodestra o da soli? «Lo vedremo a livello locale».
«Guardiano del sovranismo», come si è autodefinito dal palco dell’assemblea costituente di FN, Vannacci giudica «legittima» la richiesta di autonomia del Veneto: «Io questa voglia veneta di più autonomia la capisco e la condivido. Perché il Veneto è, tra virgolette, la locomotiva d'Italia insieme alla Lombardia e quindi chi produce ricchezza vorrebbe che questa ricchezza rimanesse all'interno della regione nella quale è stata prodotta. Io la capisco secondo una declinazione diversa, che è la maggiore responsabilità degli amministratori locali. E questo non vuol dire separatismo, non vuol dire totale indipendenza rispetto a un governo centrale, vuol dire responsabilità, rispondere nei confronti di qualcuno, sia verso l'alto, ovvero verso il governo centrale, sia verso il basso, verso i cittadini, ma questo è possibile». A Vicenza, però, oggi pomeriggio, dov’è atteso per incontro con Giuseppe Cruciani e AlbertO Filippi per esprimere solidarietà al gioielliere Mario Ruggero condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo nel 2021, il Generale non troverà tappeti rossi: Anpi e Avs hanno contestato la concessione del Teatro comunale, retto da una Fondazione di cui il Comune è socio fondatore, per ospitare l’iniziativa dei futuristi. «Si utilizza uno spazio della città - ha scritto l’Anpi - per legittimare una modalità aberrante di affrontare la questione della sicurezza e si normalizza ciò che una comunità democratica deve rigettare se non intende smarrire il senso di sé». IL CARROCCIO Quando alla crescita di Futuro Nazionale, in pubblico Matteo Salvini mostra indifferenza, come Fratelli d'Italia, ma nelle conversazioni private qualche preoccupazione c'è, mentre è partita una sorta di guerra di sondaggi, con la Lega che ne sbandiera ad esempio altri che la danno invece saldamente sopra i futuristi. Il leader leghista, del resto, è alle prese con i malumori del suo partito, soprattutto al Nord. «Vediamo se il Tavolo dei Territori sarà la strada giusta per il rilancio», dice il segretario della Lega lombarda e capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, sottolineando che «le cose non stanno andando bene» e bisogna dare risposte al «grido di allarme lanciato da chi vuole sentirsi rappresentato». Molto più tenero con il leader il governatore del Veneto, Alberto Stefani, convinto che sia necessario partire dalle «proposte»: «Salvini sa arrivare ai territori, essere in contatto con la gente» e «ascoltare» anche le critiche, «vuole bene al partito», dice il successore di Luca Zaia, invitando a non badare «a Vannacci o ai sondaggi» ma alle «risposte da dare alle nuove generazioni».Patto per il Nord, intanto, interviene sul fatto che la Lega non voglia le preferenze nella nuova legge elettorale: «Aprire alle preferenze vorrebbe dire confrontarsi nelle urne con Zaia ed è l'ultima cosa che Salvini vuole: boccia le preferenze per azzoppare l'ascesa interna del suo competitor. Nel partito non c'è margine per cambiamenti, non esiste la democrazia interna: chi non è d'accordo o è stato espulso o è stato costretto ad andarsene o è stato emarginato».






