di
Cesare Zapperi
I malumori nel Carroccio dopo il dato di Ipsos-Doxa. Romeo: servono forti cambiamenti
DAL NOSTRO INVIATOMILANO MARITTIMA (Ravenna) Per la Lega i sondaggi sono come il bicchiere colmo a metà, mezzo vuoto o mezzo pieno a seconda del proprio metro di giudizio. E così alla rilevazione delle intenzioni di voto realizzata da Ipsos-Doxa di Nando Pagnoncelli per il Corriere che vede il partito di Matteo Salvini scavalcato di netto da Futuro nazionale (6 contro il 5,6%), i vertici del Carroccio contrappongono il rapporto Human Index (un «indice di convergenza tra le rilevazioni demoscopiche e il sentimento social», secondo la definizione degli autori che quindi si basa su tutt’altra metodologia) secondo il quale la Lega sarebbe davanti con il 7% rispetto al 5,6 del generale.
La «guerra» dei sondaggi irrompe anche alla convention della Lega Giovani in Riviera (dove oggi alle 12 Salvini sarà intervistato da Giuseppe Cruciani). Se ne parla sul palco, ma soprattutto dietro le quinte. Perché, al di là dei numeri che ognuno cerca di interpretare come vuole, pochi negano che il partito stia attraversando una stagione di «effervescenza». Il leader è quello che in pubblico si mostra più ottimista. «Non mi esalto quando i sondaggi vanno bene — osserva Salvini parlando a Rimini — non mi deprimo quando vanno male. Il mio sondaggio è il giorno delle elezioni politiche, quindi autunno 2027, e il mio obiettivo è che il centrodestra confermi la squadra di governo e che la Lega sia in ottima salute, almeno in doppia cifra».















