Il Governo ha deciso di opporsi alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Ustica: lo ha comunicato Palazzo Chigi, che ha reso noto come l’Avvocatura dello Stato assumerà la difesa dell’interesse pubblico davanti al giudice chiamato a decidere sulla richiesta di chiusura delle indagini. L’udienza è stata fissata per il 30 settembre, data nella quale il Gip dovrà valutare le ragioni dei magistrati e delle parti offese prima di prendere una determinazione definitiva.

Al momento, precisa la nota di Governo, non è possibile procedere alla costituzione di parte civile: il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e pertanto la partecipazione formale dello Stato come parte lesa non è ancora configurabile. La scelta dell’Esecutivo di portare la propria posizione in aula, attraverso l’Avvocatura, assume un significato politico e istituzionale molto forte, nel quadro di un dossier che da decenni solleva richieste di verità da parte delle famiglie delle 81 vittime del volo Itavia.

La vicenda giudiziaria — un capitolo recente di un dramma aperto dal 27 giugno 1980 — ha conosciuto negli ultimi anni fasi processuali complesse: le inchieste riaperte a più riprese, le rogatorie internazionali, le audizioni e le scelte delle Procure hanno alimentato tanto le speranze dei familiari quanto le diffidenze rispetto alla possibilità di ottenere la collaborazione di Paesi esteri chiamati a rispondere su circostanze che coinvolgono operazioni militari nelle acque e nel cielo del Mediterraneo. Per queste ragioni, la richiesta di archiviazione avanzata dai Pm ha suscitato reazioni e appelli da parte delle associazioni dei parenti delle vittime e di alcuni esponenti politici che hanno sollecitato il Governo a non lasciar cadere l’istanza di approfondimento.