| 27 Giugno 2026 20:02 |

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(Adnkronos) – Manca una settimana. Sette giorni che, per un quarto di milione di persone, hanno il sapore dell’ultimo chilometro di una maratona emotiva. Il 4 luglio non è più una data sul calendario, ma un punto d’arrivo. È ‘Il giorno che aspettavo’, per dirla con le parole di chi questo evento lo ha sognato, scritto e infine reso reale: Niccolò Moriconi, in arte Ultimo. A Tor Vergata, la periferia romana si sta trasformando nel cuore pulsante di un raduno generazionale. Il concerto-evento ‘Ultimo 2026 – La favola per sempre’ è una realtà imponente che cresce giorno dopo giorno. E mentre una macchina produttiva colossale assembla un palco lungo 140 metri, con torri alte come palazzi e una firma luminosa sospesa a 60 metri da terra, c’è chi ha già piantato le proprie radici. Con dieci giorni d’anticipo, i fan più irriducibili sono già lì, armati di tende e di una devozione che sfida il caldo torrido di questi giorni. Un atto d’amore così estremo da spingere la stessa etichetta del cantautore, la Ultima Records, a lanciare un appello quasi paterno: “Vi invitiamo a non esporvi alle temperature proibitive, evitate di mettervi in fila con troppo anticipo”. Un richiamo alla prudenza che, paradossalmente, certifica la portata di un affetto che non conosce misura.