Oltre cinque milioni di studenti delle scuole pubbliche in Texas saranno obbligati a leggere brani della Bibbia nell’ambito della loro formazione. Lo stabilisce il nuovo elenco di letture obbligatorie approvato venerdì dal Texas State Board of Education, l’organismo- controllato dai Repubblicani – che definisce gli standard per gli istituti scolastici dello Stato. L’imposizione di testi religiosi da far leggere ai ragazzi è un inedito negli Usa, e rientra nella battaglia dei conservatori per riformare l’educazione in senso cristiano. Una crociata che ha trovato terreno fertile proprio in Texas, Stato storicamente governato dai repubblicani, dove nel 2023 è stato reso obbligatorio esporre i Dieci comandamenti in ogni aula scolastica. Il nuovo provvedimento entrerà in vigore in modo graduale a partire dal 2030: i primi a essere interessati saranno i bambini delle scuole elementari. Tra le letture previste il Libro di Giona e quello dei Salmi, a partire dalla prima media, mentre il Libro delle Lamentazioni e il Libro della Genesi si affronteranno alle scuole superiori.
La misura ha suscitato forti critiche: i detrattori sostengono che violi il principio costituzionale di separazione tra Stato e Chiesa, e privilegi il cristianesimo rispetto ad altre fedi. I sostenitori, invece, argomentano che le tradizioni giudaico-cristiane hanno svolto un ruolo centrale nella fondazione degli Stati Uniti e perciò dovrebbero trovare spazio nell’insegnamento scolastico pubblico. Il programma ha attirato critiche non solo per l’inclusione di testi religiosi, ma anche di altre opere che considerate datate: quasi tutte le letture obbligatorie, poi, sono opera di autori bianchi, in uno Stato in cui oltre la metà degli studenti delle scuole pubbliche è di origine ispanica o afroamericana.










