Sarà sottoposto a un nuovo procedimento disciplinare l’ex giudice civile di Brindisi Gianmarco Galiano che, mentre era magistrato, gestiva un bed&breakfast a Porto Cesareo e all’occasione faceva anche lo skipper. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del ministero della Giustizia contro l’assoluzione dall’accusa di illecito disciplinare, disposta dal Consiglio superiore della magistratura nell’aprile 2025. Galiano, nel gennaio 2021, fu posto agli arresti domiciliari perché coinvolto in un’inchiesta per corruzione. La Procura di Potenza, all’epoca, contestava a venti persone le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, riciclaggio, e autoriciclaggio.

Sostanzialmente si ipotizzava che venissero alterate sentenze civili in cambio di denaro e utilità. E che, addirittura, in qualche caso soldi sarebbero stati chiesti alle famiglie di ragazzi disabili e di vittime di incidenti stradali. La vicenda penale ha avuto un suo autonomo svolgimento ed è sfociata in un procedimento disciplinare, con tanto di iniziale sospensione dal servizio (e poi reintegro) che è stato poi sospeso in attesa della sentenza definitiva. Un secondo procedimento disciplinare era stato avviato in relazione al fatto che il magistrato avrebbe, per qualche anno, gestito una struttura ricettiva in Salento che «per dimensioni, organizzazione di servizi, personale dipendente, destinazione esclusiva doveva ritenersi di natura imprenditoriale». Ma, all’esito dell’istruttoria, la sezione disciplinare del Consiglio superiore aveva ritenuto che non fossero stati portati elementi sufficienti per dimostrare la gestione diretta dell’attività economica da parte di Galiano né che il padre, titolare della struttura, fosse un semplice prestanome.