“Il Male” l’avevano suonato ed esorcizzato nel tour invernale dentro ai club, ora tocca alla rovente estate mettere alla prova il sudore della famiglia Zen Circus. E domenica la band toscana si presenta nella Bologna da bollino rosso per portare al Bonsai al parco delle Caserme Rosse (ore 21,3, biglietti 30 euro) la seconda parte del tour per il disco uscito lo scorso autunno. Tra disillusione e speranza, ce lo racconta il frontman Appino.
Spesso il pubblico si lamenta dei grandi concerti estivi, ma a voi suonare all’aperto piace?
«È vero che il nostro habitat sono i club, sono un po’ l’iconografia di come da piccoli immaginavamo un concerto; ma uno dei nostri primi tour in carriera fu all’aperto, e l’estivo ci porta anche a cambiare il modo di interpretare la musica. E siamo fortunati, con la nostra piccola azienda famigliare Zen negli anni abbiamo capito dove suonare, anche d’estate nei luoghi da 2-3mila persone siamo sempre a nostro agio. Ma da fruitore di concerti tendo ad allontanarmi da eventi oltre i cinquemila spettatori, non mi piace essere attorniato da un esercito di persone che scelgono sempre la stessa musica».
Un piccolo esercito lo portaste voi al PalaDozza, unica volta in un palasport…







