Sarah Ferguson sta facendo di tutto per fare perdere le sue tracce, ma i rigurgiti del suo passato con Jeffrey Epstein, che le sono costati la faccia ed il titolo di duchessa, tornano costantemente a galla. Impietosi. L’ultima ondata di rivelazioni è arrivata grazie al Telegraph che avrebbe trovato le prove delle due visite che l’ex moglie di Andrea Mountbatten-Windsor avrebbe fatto al pedofilo e faccendiere americano, quando lui era in stato di arresto con l’accusa di adescamento e sfruttamento della prostituzione.

Nel 2008, Jeffrey Epstein venne condannato a 18 mesi, scontandone solo 13 e ottenendo anche la “flessibilità” necessaria per raggiungere il suo luogo di lavoro a Palm Beach. Ed è proprio nell’ufficio fittizio della Florida Science Foundation, che Sarah Ferguson lo avrebbe incontrato, mentre altre donne hanno denunciato le violenze e gli abusi subiti proprio lì, al 250 di South Australian Avenue.

Nelle 12 ore al giorno di “libertà vigilata” concesse, Epstein, secondo le accuse, continuava a reclutare giovani come Roza che, stando a quanto ricordato dal quotidiano britannico, lo scorso maggio ha raccontato davanti al Congresso di aver ricevuto un’offerta di lavoro nella fondazione tra il giugno del 2008 e il luglio 2009, mentre l’uomo stava scontando la sua condanna e che in quella circostanza lui l’avrebbe anche violentata. Mentre si trovava al quattordicesimo piano di quel palazzo di vetro a West Palm Beach, Epstein avrebbe anche ricevuto due telefonate da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore del Regno Unito a Washington, che è costato la poltrona al primo ministro uscente Keir Starmer.