La richiesta di attestare la disponibilità della struttura produttiva, già alla data di presentazione della comunicazione preventiva, rischia di determinare un effetto escludente per le Newco e per i progetti d’investimento riferiti a nuovi siti produttivi non ancora disponibili, anche quando promossi da imprese già esistenti. Tra le novità introdotte dal nuovo sistema di prenotazione delle risorse per l’iperammortamento, emerge un aspetto che potrebbe avere conseguenze significative per le imprese di nuova costituzione e per tutte quelle realtà che programmano gli investimenti nella fase di avvio della propria attività o che progettano di aprire una nuova sede. Il tema riguarda il requisito della disponibilità della struttura produttiva e le dichiarazioni richieste alle imprese in sede di comunicazione preventiva.

Il decreto interministeriale definisce la struttura produttiva come «un sito costituito da una o più unità locali o stabilimenti insistenti sulla medesima particella catastale o su particelle contigue, finalizzato alla produzione di beni o all’erogazione di servizi e dotato di autonomia tecnico-funzionale e organizzativa».

La stessa normativa stabilisce, inoltre, che la comunicazione preventiva deve essere presentata per ciascuna struttura produttiva cui si riferiscono gli investimenti, indicando i relativi dati identificativi. Fin qui si potrebbe pensare a un semplice adempimento informativo. Tuttavia, le istruzioni richiedono un ulteriore passaggio che assume una rilevanza sostanziale.