Chiesa di San Giacomo, 23 giugno 2026. Messa in italiano. Dopo la benedizione finale, nella celebrazione presieduta da sua Eminenza Ernesto Simoni, lo stesso inizia una preghiera di esorcismo, quella di Leone XIII. Non passa un minuto che grida di una donna partono dal fondo della chiesa. Poi altre grida, da un’altra voce femminile, si alternano. La cronaca di Eusebio Ciccotti

Medjugorje. No, non è cinema. No, non è finzione letteraria. Sono fatti. E quando sei testimone oculare non puoi tacere. Te lo impone la tua coscienza etica. Prima che il tuo stato di credente, di semi-credente, di cattolico praticante, di cattolico non praticante, di cattolico della “messa solo a Natale”, o del tipo “non faccio del male a nessuno, mi faccio i fatti miei”, con la massima già confezionata, “Gesù era un bravo uomo ma la Chiesa non la seguo”. Mi piacerebbe che tutte queste tipologie di brave persone, per carità, abili nel ritagliarsi il passaporto personale di “credente” (“io credo nell’uomo!”: perché nel Vangelo è scritto il contrario?), magari fossero state non solo nella chiesa di San Giacono, ma soprattutto nel piazzale antistante la stessa. Quando? Subito dopo la fine della celebrazione. Il 23 giugno, intorno alle12.30. Perché è avvenuto un fatto che i presenti – circa una ventina – ricorderanno per tutta la vita. Incluso chi scrive questa nota.