Unit test e code review automatizzate non bastano: per il mobile serve un loop end‑to‑end su simulatore/emulatore, con log, metriche e prove visive ripetibili.
Nel lavoro quotidiano con agenti di sviluppo (che scrivono feature, sistemano bug e propongono refactor), c’è un punto cieco ricorrente: la verifica end‑to‑end dell’app reale.
Un agente può generare codice “convincente”, aggiungere unit test e passare una code review automatizzata, ma tutto questo non garantisce che ciò che appare a schermo corrisponda davvero a ciò che il codice promette. Su mobile questo divario è particolarmente pericoloso: dipendenze native, lifecycle, permessi, performance, rendering e navigazione rendono facile produrre cambiamenti “corretti in teoria” e sbagliati in pratica.
Perché su mobile i test “interni” non chiudono il cerchio
Unit test e snapshot test restano utili, ma coprono solo una porzione del rischio. Anche una suite ben scritta tende a non intercettare:











