HomeMassa CarraraCronacal nodi della sanità secondo sindacati e comitatiUna luce puntata sull’ospedale per illuminare un territorio che, secondo i comitati civici, vive ormai "nel buio dell’incertezza sanitaria". È...Marco Lenzoni di Usb Pubblico Impiego Sanità e Giulia Cornero di Lunigiana Salute ieri mattina davanti all’ospedaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna luce puntata sull’ospedale per illuminare un territorio che, secondo i comitati civici, vive ormai "nel buio dell’incertezza sanitaria". È l’immagine scelta da Lunigiana Salute, Sos Salute Lunigiana e Usb Pubblico Impiego Sanità per la grande iniziativa pubblica in programma mercoledì 1 luglio alle 20.30, davanti all’ospedale di Pontremoli: un presidio accampato, con tende e una delegazione che rimarrà sul posto fino all’alba.
Un gesto simbolico e una denuncia concreta: "riaccendere la luce sulla sanità lunigianese". L’iniziativa prevede interventi pubblici delle associazioni, l’accensione del faro simbolico e, al termine, il montaggio delle tende. Una delegazione di comitati e lavoratori Usb trascorrerà la notte davanti all’ospedale, "a testimonianza della gravità della situazione". All’appuntamento parteciperà anche Andrea Fiori, ex presidente della Fondazione Meyer e promotore della rete pediatrica toscana, figura di riferimento nel dibattito sulla riorganizzazione dei servizi pediatrici. L’iniziativa è stata presentata ieri da sindacato e associazioni all’ospedale di Pontremoli. Marco Lenzoni (Usb) parla di una sanità "che brancola nel buio dell’incertezza" e di un "progressivo smantellamento dei servizi". Ha denunciato carenze di personale nei reparti di pronto soccorso, medicina e chirurgia; assenza del medico la domenica nella Casa di Comunità di Aulla; mancate assunzioni già promesse; picchi di accesso al pronto soccorso pontremolese (32 in un solo giorno) che smentirebbero le "basse statistiche" utilizzate dalla Regione. "In Lunigiana si può solo morire, ma non nascere", afferma Lenzoni, ricordando la chiusura del punto nascita e la mancanza di servizi pediatrici notturni e festivi. Usb ha annunciato inoltre l’invio di una lettera all’assessora Monni e al presidente Giani con richieste precise: guardia medica pediatrica nei giorni festivi; attivazione del servizio donazioni, previsto nei Lea ma mai partito; presenza fissa del medico nella Casa di Comunità di Aulla; assunzioni immediate nei reparti più critici e nei servizi di trasporto interno. Anche Giulia Cornero (Lunigiana Salute) ha richiamato le criticità già denunciate nove mesi fa in assemblea pubblica: "I disservizi sono tanti, troppi. Non vengono rispettati i Lea". E ha sottolineato tre nodi: impossibilità di donare gli organi in Lunigiana, nonostante la volontà sui documenti; assenza di pediatra nelle notti e nei festivi; mancanza di un punto nascita. "È una vergogna che sul diritto alla salute esistano zone di serie A e zone di serie B", ha ribadito. I comitati ricordano come la stessa Asl definisca la Lunigiana "territorio disagiato". Eppure, osservano, mancano proprio quei servizi che dovrebbero garantire qualità della vita e sicurezza sanitaria: nascita, cura, emergenza, donazione.






