"Siamo ormai in un clima da campagna elettorale, evidentemente hanno individuato in me e nel M5S il pericolo numero uno. E, da palazzo Chigi, è arrivato l'ordine ai fidi solidali che siedono in commissione Covid, grazie anche alla complicità in particolare dei giornali di Angelucci, di screditare la mia persona". A dirlo, in un'intervista a Repubblica, il presidente del M5S Giuseppe Conte.

Sulle accuse di contratti milionari per dispositivi cinesi non idonei, Conte commenta: "Dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l'acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti. A differenza di Fratelli d'Italia". Su Di Donna spiega: "Leggendo i giornali come tutti apprendo che da anni è stato indagato dalla procura di Roma e sono stati passati al setaccio tutti i suoi rapporti professionali, senza neppure un rinvio a giudizio. Per quanto mi riguarda, non ho mai costituito con lui una società e, da quando sono diventato premier, non ho avuto alcun rapporto anche sul piano personale. Non l'ho mai incontrato, né sono mai stato informato sulla sua attività professionale".

"Secondo voi - afferma ancora - è pensabile che un presidente del Consiglio possa pensare ai contratti delle mascherine? Non l'ho mai fatto, ma a questo punto una domanda la faccio io: siamo sicuri che nessun esponente di vertice di Fratelli d'Italia si sia preoccupato di suggerire o raccomandare imprese o professionisti?". E sulla sua mancata comparsa davanti alla Commissione sottolinea: "Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito, solo che a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito. Attendo quindi di sapere la data della mia audizione".