È morto nel giorno del compleanno della figlia Antonella che compiva 22 anni, il primo italiano vittima del terremoto in Venezuela. Giuseppe Colaianni 56 anni era a telefono con la ragazza che vive in Francia dove studia. Lui e la moglie Iasmira, venezuelana, l’avevano chiamata per farle gli auguri. In Italia era mezzanotte mentre a Caracas erano le 18 quando la terra ha tremato. Mentre parlavano si è interrotta bruscamente la videochiamata. Antonella è stata l’ultima volta che ha visto il padre. A Calascibetta, a pochi chilometri da Enna, la notizia della morte di Giuseppe, sepolto dai detriti dopo avere portato in salvo la moglie Iasmira, si è diffusa rapidamente. Seppure suo padre Egidio fosse partito negli anni 50, quando i il Venezuela rappresentava una meta ambita per molti siciliani in cerca di fortuna, Giuseppe aveva da sempre mantenuto buoni rapporti con i due cugini Giovanna Lucia e Pietro che abitano ancora a Calascibetta. Ed è proprio Giovanna a ricevere la notizia che il cugino è morto subito dopo avere messo in sicurezza la moglie. L’ha portata fuori dall’appartamento dove abitavano, al 17° piano di un palazzo nel cuore di La Guaira, la zona portuale di Caracas, proprio dove il terremoto ha fatto più vittime. Il suo corpo non è stato ancora trovato. Giuseppe era tornato tante volte in Sicilia, a Calascibetta, qualche volte c’era stato anche per la festa di Buonriposo, che celebra Maria Santissima, una delle ricorrenze più partecipate e sentite del paese. Ogni anno si svolge tradizionalmente nei primi giorni di settembre e raduna migliaia di persone, anche dalla provincia, tra fede, folclore ed enogastronomia. «Era venuto a trovarci ed era stato nostro ospite 4 anni fa – ricorda la cugina Giovanna Lucia Colaianni – Eravamo molto legati. Ricordo che i suoi genitori sono venuti in Sicilia per la mia prima comunione almeno cinquant’anni fa. Adorava il tiramisù e mi chiedeva sempre di farglielo trovare quando veniva a trovarmi».