È stato smantellato circa due settimane fa il tutor installato sul tratto finale della strada statale 100, in direzione Taranto a circa 600 metri dallo svincolo per il centro abitato di Mottola. L’infrastruttura, operativa dal dicembre 2024 è stata rimossa completamente dalla ditta appaltatrice al termine di un contratto di comodato: un affidamento diretto stipulato un anno e mezzo fa con il Comune di Mottola, che regolava in via temporanea e sperimentale il servizio di monitoraggio e che oggi, al termine delle attività, restituisce dati da far tremare le vene ai polsi.

Nonostante l’impianto funzionasse in modalità random, e cioè solo alcune ore al giorno, tra il dicembre 2024 e il febbraio 2026 sono state elevate oltre 22 mila sanzioni, a dimostrazione di una condotta alla guida ancora imprudente. Eppure, la presenza di quel tutor ha contribuito eccome ad alzare il livello di sicurezza stradale: in quell’anno e mezzo di operatività, infatti, lungo l’ultimo tratto di «strada della morte», nel recente passato teatro di numerosi incidenti mortali, sono stati scongiurati gli impatti frontali e i sinistri gravi e si è ridotto drasticamente anche il numero di tamponamenti.

In attesa dei famosi lavori di ammodernamento stradale, insomma, quel deterrente elettronico sembrava funzionare davvero ma, stando alle parole del comandante della Polizia locale, Vito Caramia, non era tecnicamente possibile prorogare l’affidamento diretto del servizio a quella stessa ditta. «Inoltre, il decreto di omologazione dell’impianto è stato firmato dal ministro Matteo Salvini solo lo scorso 9 giugno e ad oggi non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per questi motivi abbiamo scelto di attendere ancora un po’, prima di intraprendere nuove iniziative a tutela di chi percorre la statale 100. Vorremmo evitare ulteriori contenziosi che finora tanto hanno gravato sugli uffici, visto che un’elevata percentuale di multe comminate è stata poi impugnata dai legali degli automobilisti».