Una donna malata di cancro, preoccupata più per il destino del suo cane che per la propria sofferenza, ha acceso un dibattito in Polonia. La sua storia ha spinto una proposta di legge per garantire ai pazienti negli hospice e nei reparti di cure palliative il diritto di ricevere la visita dei propri animali. Un’iniziativa nata dal bisogno di combattere la solitudine e offrire conforto nei momenti più difficili della malattia.

La richiesta di una paziente e il legame con il suo animale

Quando a Ewa Lutka-Krawczyk è stato diagnosticato un tumore alla cistifellea, il suo primo pensiero non è stato per sé stessa, ma per Gaja, il cane preso da un rifugio tre anni prima.

La donna, 70 anni, aveva chiesto al suo medico una rassicurazione: voleva sapere se avrebbe avuto ancora qualche anno di vita, perché il suo timore più grande era che Gaja potesse rimanere senza di lei.

La prognosi, però, era difficile. Questo mese Lutka-Krawczyk è stata ricoverata nel reparto di cure palliative di un ospedale di Varsavia. A casa, affidata alle cure del marito, Gaja ha iniziato quasi a non mangiare più.