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L’accoltellamento era stato oggetto di indagini da parte della polizia di Ancona

La serata in piazza, con tanto di tappa al kebab per uno spuntino notturno, era finita con un accoltellamento all’addome utilizzando una bottiglia rotta raccolta dalla strada. A subire l’aggressione era stato un 26enne di origine egiziana, calciatore del settore giovanile che ha indossato anche la maglia dell’Anconitana, nel 2020, quando giocava in Eccellenza, e oggi passato a nuova squadra. Grazie alle telecamere di pubblica sicurezza, e anche a un video circolato su whatsapp il giorno dopo dove l’accoltellatore si sarebbe vantato del fatto, la polizia aveva identificato l’aggressore. Era un senza fissa dimora, 27 anni, di origine marocchina. Il giovane è finito a processo davanti alla giudice Martina Martinangeli, è accusato di lesioni aggravate, minacce e immigrazione irregolare sul territorio italiano (posizione poi sanata, oggi vive in Sicilia). L’episodio, accaduto il 27 maggio del 2023, in piazza del Papa, è stato raccontato ieri in tribunale, dove sono stati ascoltati sia la vittima che l’imputato. Le loro versioni sono state contrastanti. Stando al calciatore, che all’addome porta ancora i segni di una grossa cicatrice, lui sarebbe stato aggredito senza motivo dal 27enne che poco prima aveva discusso con un suo amico. "Sono entrato nel kebab per mangiare – ha riferito il 26enne – ero insieme a due amici e poco dopo ho sentito che uno di loro litigava con un ragazzo. Ho visto volare delle sedie e il titolare del negozio ci ha mandato tutti fuori. Questo ragazzo (lo ha indicato in aula riferendosi all’imputato, ndr) mi è venuto più volte vicino per attaccarmi, io volevo andare via ma mi sono ritrovato con la maglietta tutta rotta e perdevo tanto sangue". Il 27enne si sarebbe avvicinato con un pezzo di bottiglia rotta per accoltellarlo. "Non lo conoscevo – ha detto la vittima – per il taglio sono stato ricoverato una notte in ospedale, per tre mesi non ho potuto giocare a calcio, il mio lavoro". La prognosi dell’ospedale era stata inizialmente di 10 giorni. L’imputato fino a ieri mattina ha provato a far ritirare la denuncia al calciatore, lo ha avvicinato prima di entrare in aula per chiedergli più volte scusa, ma non è servito. "Mi sono solo difeso – ha detto poi in aula quando è stato ascoltato – loro erano in tre, mi avevano lanciato una sedia addosso, ho avuto paura. Poco prima mi ero urtato contro un loro amico e hanno iniziato a litigare con me". La vittima però ha parlato anche di un video agli atti in cui il 27enne si vantava dell’aggressione e avrebbe detto "questo lo potevo uccidere".