La Regione del Veneto ha approvato con ampio anticipo il calendario scolastico per l’anno 2026/2027, ma ora, alla luce dell’ordinanza ministeriale che disciplina anche lo svolgimento dell’esame di maturità, modificherà la data di conclusione delle lezioni. In Veneto la scuola doveva infatti terminare sabato 12 giugno 2027, ma gli esami di maturità inizieranno mercoledì 16 giugno. Appena quattro giorni dopo. Troppo poco tempo non solo per i ragazzi, ma anche per il corpo docenti che deve fare gli scrutini. Di qui la decisione di modificare il calendario scolastico. La conferma arriva dall’assessore regionale all’Istruzione, Valeria Mantovan: «È in corso un confronto con l’Ufficio scolastico regionale per riprogrammare le date, poi riporteremo la delibera sul calendario scolastico in giunta».
LE MOTIVAZIONI Il calendario per l’anno scolastico 2026/2027 è stato approvato dalla giunta di Palazzo Balbi lo scorso 14 aprile e, va detto, nessuno all’epoca aveva aperto bocca. Anzi, l’idea di far fronte alla mancanza di “ponti” dando dei giorni di vacanza in più era piaciuta. Ad esempio: la festa di Ognissanti del 1° novembre quest’anno cade di domenica, così la decisione era di sospendere le lezioni da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre. Ancora: il 25 aprile l’anno prossimo cadrà di domenica e il 1° maggio di sabato, così era stata prevista una vacanzina da giovedì 29 aprile a venerdì 30 aprile (e attaccando sabato 1° maggio e domenica 2 fanno quattro giorni). E poi la festa della repubblica del 2 giugno: stop alle lezioni anche lunedì 31 maggio e lunedì 1° giugno. Solo che per garantire i 206 giorni di attività didattica bisognava giocoforza spostare in avanti la fine delle lezioni, appunto al 12 giugno. Senonché il 10 giugno scorso è uscita l’ordinanza ministeriale numero 106 che disciplina lo svolgimento dell’esame di Maturità: prima prova scritta mercoledì 16 giugno 2027, quattro giorni dopo la fine delle lezioni in Veneto. E in Veneto c’è chi si è fatto sentire. Prima Carlo Cunegato, capogruppo di Avs in consiglio regionale («Che senso ha approvare le date di fine lezioni senza sapere quando iniziano gli esami nazionali? Quattro giorni non bastano per insediare le commissioni, completare gli scrutini e permettere agli studenti di prepararsi»), poi il consigliere regionale di Futuro Nazionale Stefano Valdegamberi («Gli istituti dovrebbero svolgere gli scrutini nella giornata di domenica 13 giugno, un'ipotesi impraticabile»). L’assessore Mantovan in realtà si era già attivata: «Ci stiamo confrontando con l’Ufficio scolastico regionale per riprogrammare il calendario e far finire le lezioni prima del 12 giugno. Resta comunque garantita l’autonomia degli istituti che possono modificare il calendario fino a tre giorni».







