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I Mondiali 2026 sono il primo grande evento sportivo globale pienamente immerso nell'era dell'intelligenza artificiale e dell'analisi dei dati. Eppure, la disponibilità di informazioni non garantisce automaticamente la vittoria alla squadra che si aggiudicherà il titolo di campione del mondo. Gli algoritmi possono supportare le decisioni, ma non sostituire il giudizio, la visione e la responsabilità di ogni cittadino. È una verità che vale tanto per il calcio quanto per la consulenza finanziaria. CF ha intervistato Umberto Marino, direttore generale Area Istituzionale dell'Atalanta, e Luigi Conte, presidente Anasf e direttore generale della Pro Sesto 1913. In entrambi i mondi, il vero vantaggio competitivo non dipende dagli strumenti a disposizione, ma dalla capacità di trasformare dati e informazioni in decisioni e azioni consapevoli.
Domanda. Marino, quali principi chiave di gestione hanno permesso al club dell'Atalanta di crescere in modo solido, mantenendo equilibrio economico, risultati sportivi, valorizzazione del patrimonio e un rapporto autentico con la propria comunità di tifosi?
Risposta. Sostenibilità, equilibrio economico, valorizzazione degli asset come il settore giovanile, lo Stadio New Balance Arena ed il Centro Sportivo “Bortolotti" rappresentano le linee guida che da sempre la Famiglia Percassi ha voluto infondere alla struttura, indicazioni ulteriormente rafforzate con l'ingresso della Famiglia Pagliuca e degli altri soci americani. La storia del club, il forte radicamento sul territorio, l'attenzione alla crescita dei ragazzi e delle ragazze nel settore giovanile sono gli architravi della filosofia che caratterizzano il mondo Atalanta. Non ci sono particolari segreti ma tanto lavoro e soprattutto passione.








