<p>«Ci abbiamo lavorato tanto e alla fine siamo riusciti a ottenere la licenza». È visibilmente soddisfatto Christian Miccoli, cofondatore e ceo di Conio, la fintech italiana che conta tra i suoi principali finanziatori Banca Generali e Poste Italiane, da pochi giorni ufficialmente autorizzata dalla Consob, d'intesa con Banca d'Italia, a operare come Casp (Crypto-Asset Service Provider) ai sensi del regolamento europeo Mica.

Un traguardo che non è riuscita a raggiungere nemmeno Binance, la più grande borsa di criptovalute del mondo, che per questo motivo da mercoledì primo luglio dovrà sospendere le attività nell'Unione Europea. «Siamo pronti ad accogliere a braccia aperte i loro clienti», assicura Miccoli.</p><p> </p><p>Domanda.

Che cosa cambia davvero per Conio e per il mondo cripto italiano a partire da luglio?</p><p>Risposta.

Sicuramente il mercato bancario si riaprirà all'attività di distribuzione delle criptovalute.

Poiché ormai è tutto regolamentato e i Casp, ovvero le società del settore come Conio, hanno passato gli esami di Consob e Banca d'Italia, le banche non potranno più ignorarle, non potranno più dire che i risparmiatori non devono avere niente a che fare con le cripto.